“Devifaresport, devifaresport, devifaresport”: l’angioletto sulla mia spalla destra mi guarda compiaciuto, con un fare anche piuttosto sbruffone, osservando la mia forma fisica un po’ appesantita post 20 giorni di patatine fritte in Australia.

“Nevah! Nevah! Neeeevaaaah!”: dice il diavoletto, a sinistra, che mi guarda lanciandosi in bocca 4 Pan di Stelle alla volta, seguiti da una sorsata di tè freddo iper zuccherato al limone.

E’ così che è nata la mia passione per la Zumba. Dopo anni di Pilates (sì che fa bene, smettetela di pensare che l’avessi scelto solo perché non dovevo sudare troppo o fare sforzi esagerati) quest’anno ho deciso di cambiare.

Per trovare il modo di fare un po’ di sport, che già dopo 12 ore al giorno fuori casa vorresti solo metterti il pigiama e spiaggiarti come una balena obesa sul divano, avevo bisogno di qualcosa che mi facesse sudare e divertire, svagandomi dalla sedentarietà tipica di chi lavora al computer tutto il giorno.

La prima prova è stata una bomba. Ho riso ininterrottamente per i primi 10 minuti, per dire.

Partiamo dal presupposto che non ho mai fatto balli latini, che non sono un tronco, ma quasi. Ho fatto anni di ginnastica ritmica, di danza, di aerobica, di gag, di abs, di tutte quelle robe da teenager in palestra che deve ammortizzare la mazzata economica che ha dato al suo portafoglio l’abbonamento completo.

Seconda cosa: so fare sport solo se accompagnata. Come i bambini. Fatemi fare tutto, ma non fatemi andare in palestra da sola, che mi deprimo e cado dal tapis roulant. Sì, anche se c’è Uomini e Donne sullo schermo degli attrezzi.

 

zumba ecard

 

La zumba è perfetta. Ti muovi come una pazza in modo inconsulto, nessuno ti prende per i fondelli perché tendenzialmente sembrate quasi tutti scimmie impazzite, sudi e ti rassodi.

Questo per quelli nelle ultime file, tipo me.

Quelli delle prime sono ben diversi. Uomini o donne non importa. La cosa migliore è l’abbigliamento semi tecnico e la movenza del bacino. Che io, se ci provo, resto con l’anca sbilenca per 3 giorni. E lo sguardo, non perdetevi lo sguardo fisso nello specchio, sexy e ammiccante, only duckface permitted. Le mani nei capelli, sui fianchi, che scivolano sul corpo, i movimenti precisi e soddisfatti, di gente che lo fa da anni e che tu, sfigata dell’ultima fila, non ci provare nemmeno ad imitare.

Dicevo che sto nelle ultime file, sempre. Un po’ per sopravvivere all’ondata di calore che invade la stanza dopo i primi 5 minuti, un po’ per non vedermi allo specchio. Ecco, perché la volta in cui la sala era libera e mi sono vista allo specchio mi sono depressa.

Credevo di essere Shakira, invece parevo una papera ubriaca.

 

zumba foto divertente

 

Poi ci sono gli istruttori, ragazzi palestratissimi, che si vestono apposta per la zumba. Tu arrivi lì come una donnuta, con i primi pantaloni della tuta puliti trovati nell’armadio, e una maglietta che ti hanno dato come gadget a qualche evento, i capelli arruffati di una che è arrivata all’ultimo dal lavoro e che sta pensando a cosa diavolo inventare per cena. Loro arrivano con pantaloni fluo, canotta esalta muscolo, calzettone Adidas molto 80ies, Nike super fashion e collanozza d’oro, che non ho capito come fanno quando si muovono a non prendere su un incisivo.

La lezione inizia e, se in un primo momento un po’ ti vergogni, ad un certo punto parti col #c@*zomene, la musica pompa, inizi a sudare, ti muovi come la papera ubriaca di sopra, la sala intorno si annulla e tu ti senti a Formentera, in un villaggio turistico, in una sera d’estate, sexy come non mai.