Qual è il lago italiano che vi viene in mente leggendo l’hashtag #tremosinewhatelse? Sbagliato, per una volta si tratta del lago di Garda.

I 25 lettori del Manzoni ricorderanno ovviamente l’altro, così come le stesse poche decine di fan di George Clooney. E invece dopo il weekend del 10 maggio, le migliaia di lettori dei più seguiti blog di viaggio si ricorderanno del lago di Garda. Nella fattispecie di Tremosine sul Garda, dove si terrà il primo blog tour che si propone di ridare a Cesare quel che è di Cesare.

Per chi non lo sapesse io sono gardesana e da sempre lotto col milanese fuoriportista della domenica per ristabilire un sano equilibrio tra i laghi. Se dico “vado al lago” non vedo perché tu debba pensare che vado su quello di Como. Il Garda è di gran lunga più bello, oltre che più grande e perciò geograficamente più importante nel contesto nazionale. Al limite chiedimi “quale lago?”, ma dare per scontato che “lago” sia sinonimo di Lario, mi fa imbestialire.

Vabbè, non voglio ricominciare una battaglia che per me si è conclusa ai tempi dell’università. Ora vivo a Lucca e sono molto più serena. Se dico vado al lago pensano al massimo a quello di Massaciuccoli.

Mi piacerebbe però ricordare a chi ancora non lo sapesse, quali personalità hanno messo piede sul Garda prima ancora che Fermo diventasse Renzo e infinitamente prima che George diventasse What else. Virgilio lo chiamò il Benaco Marino, Dante scrisse “suso in Italia bella giace un laco, a pié de l’Alpe che serra Lamagna sovra Tiralli, c’ha nome Benaco”, il Foscolo “io non ho mai veduto mare più irato del Lago di Garda”. I tedeschi (o austroungarici visto il periodo) ci hanno sempre amato molto: J. W. Goethe con il suo “kennst du das Land wo die Zitronen bluehn”, Rainer Maria Rilke, Franz Kafka e infine Gustave Klimt. Questi, fra l’altro, proprio a Tremosine dipinse tre quadri, immortalando la vista che si gode da lassù. C’è stato D. H. Lawrence, James Joyce, Stendhal, Byron.

Ma non voglio tediarvi oltremodo. Convenite però con me che il Garda ha delle cose da dire o no? E poi quella strada che costeggia il lago che sale verso Tremosine e che D’Annunzio chiamò “meandro” è pura poesia. Così come il Vittoriale degli italiani, dove il vate visse gli ultimi anni della sua vita. E, venendo a vicende epiche più recenti, anche se meno liriche, vogliamo dimenticare l’Aston Martin di James Bond che qualche anno fa ha deciso di bagnarsi nelle sue acque?

Insomma, stay tuned. #tremosinewhatelse è solo l’inizio.