Comincia così. Scorrendo la pagina distrattamente. Pippo è tornato dal mare e rimpiange il mare mentre è in ufficio. Elisa se la mena perchè è al mare mentre gli altri stronzi sono in ufficio. Francesca posta l’articolo sui trucchi da mare che wow… resistono anche all’acqua di mare. È arrivata l’estate e che tu sia o meno cittadino, che I tuoi programmi estivi comprendano le Hawaii o la Cinisello Balsamo down town promenade, il must imprescindibile è sprizzare gioia da tutti I pori. Almeno su facebook. Che se il mondo reale fosse come appare sul faccia libro la Walt Disney girerebbe reality e alla fine di ogni giornata ci troveremmo a cantare tutti appassionatamente insieme Addio, Ciao Ciao, Auf Wiedersehen, Goodbye uscendo dall’ufficio ai colleghi di lavoro.

Perchè siamo pronti ad accettare tutto, ma non il pensiero i nostri “amici” pensiono la nostra vita in fondo è una cagata pazzesca.

Ecco perchè, quale che ne sia la tipologia, l’utente si impegna infinitamente per dimostrare come la sua esistenza sia eccezionale foto-illustrandola in tempo reale. Ecco pertanto che scopri che al mondo esistono ancora:

I puri di cuore: quelli che condividono solo cause giuste. Che ci allertano con sollecita costanza sullo sfruttamento dei minori, sulla fame nel mondo, sullo scuoiamento delle foche e sull’abbandono degli animali. Con tanto di foto strazianti e spesso sanguinolente. Principalmente donne, tanto sensibili, tanto emotive, tanto impegnate, tanto single.

Le ragazze alla mano. Che si fotografano struccate e strategicamente spettinate, che non si curano di apparire in baby doll o in jeans strappato e che casualmente assomigliano tutte a una Bianca Balti de nojaltri: alternative, easy, radical, intellectual. Che accidentalmente però non hanno bisogno di tapparelle perchè gli fa ombra la Madonnina, non abbandonano il cane perchè se ne occupa la peruviana che, porella, mica può tornarsene a casa in ferie, e nell’armadio collezionano ermellini in tutte le foggie. Che però essendo vintage sarebbero comunque morti da tempo poverini.

Gli innamorati d’amore vero xoxoxo io e te tre metri sopra il cielo. Che si amano, si scrivono che si amano, si postano le cose con @amore si fanno foto mentre fanno all’amore e che non sanno cosa significhi la parola dolore. Che, dolci cuori, alla fine c’avranno pure tanto da dare, ma finiranno sempre per farsi odiare.

Gli innamorati noi ci stiamo dentro e siamo auto-ironici. Giovani carini e rampanti, spesso ritratti mentre ridono o fanno cose che ci stanno troppo dentro con persone che troppo devi conoscere in posti che troppo non sembra nemmeno di stare a Milano. Che al secondo sketch ti fanno rimpiangere Sandra e Raimondo e il loro amore da fiction a questa novella fiction d’amore.

Gli ecologicamente impegnati. Che girano in bici, combattono per le piste ciclabili, anela a città più pedalabili. Che già mi avevano annoiata in strada, figuriamoci in rete.

I party man: che non importa dove non importa come non importa quando, ma guai a te se li tagghi in una foto senza il bicchiere in mano, una camicia bianca e un sorriso a 32 denti. Che non conoscerai mai nella vita reale perchè si rianimano solo in formato cartolina.

Le party girl: belle, bellissime. Tirate, tiratissime. Dalle gonne corte, cortissime. Sempre sorridenti, sempre abbronzate, sempre depilate, sempre raggianti. Che evidentemente non hanno un lavoro, non patiscono il caldo e non sanno dove stia di casa la parola messa in piega. Che incontri tutti i giorni anche nella vita reale e che tornano a perseguitarti anche sul web. Sposando a pieno il credo No foto No party.

Le mamme. Perchè, per chi non lo sapesse “le donne fanno figli”. Che le accompagni dalla prima ecografia all’ultima circonferenza pancia del nono mese. Che stai loro acconto mentre si ribalta l’ombelico e il bambino tira calci. Che accompagni praticamente in sala parto grazie all’aggiornamento rigoroso “Sonia posta la foto dell’ostetrica da Mangiagalli di Milano”. E che purtroppo poi partoriscono. E ci tengono a fartelo sapere. Per i successivi 18 anni.

Gli invasati dello sport. Che non hanno fatto niente fino ai 30 anni, ma poi hanno scoperto la corsa. Che prima di tutto è cool, e poi fa gran bene. E che grazie alla Nike ti aggiornano sui km percorsi al giorno e sui miglioramenti settimanali. Che credo persino la mamma di Bolt abbia mai avuto la fortuna di seguire così da vicino le performance del figlio.

Quelli che vanno ai concerti. Che per dimostrare che non mentono ci tengono ad allegare anche la foto del biglietto, che si sa mai ti venisse il dubbio l’evento del secolo, proprio quello li, se lo sono perso. E che passano le settimane precedenti e l’anno successivo a postare video della loro meravigliosa esperienza. Con tanto di dediche.

Tipologie schematizzate che occupano la dimensione di uno schermo.  Ma che per fortuna nella vita reale assumono profondità tridimensionale. Non prima però di aver raccolto almeno un centinaio di like.