Io sto alla corsa come la pamigiana sta alla dieta. Diciamo che io sto più alla parmigiana e basta. Anzi io sto con la parmigiana.
A parte gli scherzi, io ci provo, tutte le primavere, a ricominciare a correre, ma sono una vera schiappa. Correre per me significa più che altro vedere un’amica, mettermi in tuta, andare al parco, e iniziare a correre, poi trascinarmi respirando come un bulldog sotto il sole ad agosto e finire camminando stringendo le chiappe con la convinzione che funzioni ugualmente. E chiacchierare, naturalmente, chiacchierare moltissimo.

Ma forse c’è una tipologia di corsa che potrebbero fare le schiappe come me, che amano più la compagnia e il panorama, che la solitudine e la sfida. Insomma, cancellate dalla mente l’idea del runner di città. Confessatelo, che anche voi avete in mente un po’ quella visione del runner alla Linus, un po’ fighetto, che corre a Milano nel Parco Sempione, tutto vestito tecnico e molto fluo.

No, io non sono così, e no, non esiste solo quel tipo di corsa.

Esistono anche le tapasciate. Un amico runner, Roberto, mi ha segnalato questa tipologia di corsa e, da lombarda, mi ha fatto subito molto ridere. E’ un nome un po’ strambo del nostro dialetto che significa “camminata lunga e faticosa“.

La cosa bella è che è una tipologia di corsa non competitiva, quindi non c’è nessun bisogno di fare lo sgambetto agli avversari né di perdere i polmoni se non sei allenato, ma puoi semplicemente partecipare per divertirti. Certo, è comunque faticoso, ma sono momenti di ritrovo, dove oltre ad allenarsi si attraversano campagne, boschi, paesi, colline.

È un modo per aggregare le persone che la domenica possono così trascorrere delle ore piacevoli insieme, riscoprendo il territorio, che spesso è vissuto, ma non conosciuto a fondo, assaporando i panorami e godendosi la natura. E poi c’è la possibilità di fare amicizia, di socializzare.

Le distanze che si possono percorrere sulla stessa tapasciata sono diverse, si parte da 6 km per i neofiti e si arriva poi a 12, 18, 24 km, ma tutte le strade hanno lo stesso arrivo, perché il percorso è comune sia nei primi che negli ultimi chilometri.
E poi non mancano i punti ristoro ogni 5 km e quello finale dove mangiare un panino con la salamella o un piatto di pasta, senza dimenticare mai il vino.

Collegatevi al sito Podismo Lombardo, potete trovare tutte le date delle tapasciate dei prossimi mesi.

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