Torno in ufficio dopo un mese di vacanza.

Alla faccia! – direte voi. E lo direi anch’io, se non fossi la diretta interessata.

Ma ho un buon motivo: viaggio di nozze. Vale? Direi di sì: cioè, se io fossi nei vostri panni lo farei valere. In questo senso, direi di sì.

Sono stata in Australia.

Alla faccia! – ridirete voi. Ma su questo, qualche rimostranza ce l’ho. Intendo, l’Australia è un paese immenso, spettacolare, incontrovertibilmente meraviglioso. Ma stiamo attenti a non indulgere nella proverbiale esterofilia che caratterizza noi italiani.

Li spiega bene Paola nell’articolo “C’era una volta un italiano in vacanza”, i motivi per cui vale la pena difendere l’Italia anche quando andiamo all’estero: leggete lei, ché io torno a bomba col mio ragionamento. Che era il seguente:

tornare in ufficio dopo un mese di assenza è abbastanza difficile. Ok, esagero. Tosto sì, concedetemelo. Il problema è che bisogna fare i conti con il famigerato STRESS DA RIENTRO.

Noia, insoddisfazione, nervosismo vi attanagliano? Anche a me, ma non siamo viziati o incontentabili. Siamo semplicemente vittime del “post vacation blues”, per dirla in australiano. Non ridete! E’ vero. Anzi, voi che vi state cappottando dalla sedie dal ridere, guardate un po’ se per caso non siete indisposti anche voi. Fate questo test e vedrete.

Che si fa? Si aspetta Natale, per guarire? Assolutamente no! Medici e specialisti consigliano di dormire, bere tisane, dosare gli impegni per riprendere con gradualità e altre bei suggerimenti della stessa risma, tra cui non mancano lo sport e una sana alimentazione. Ma, siamo seri: voi potete per caso dormire in ufficio (se la risposta è sì, la seconda domanda è: dove posso mandare il mio cv?)? Farvi una tisana con questo caldo è davvero una buona idea? E avete mai messo nella stessa frase le parole “alimentazione sana” e “schiscetta”?

Ritengo invece che per guarire, o (forse meglio) posticipare la presa di coscienza che siamo in pieno stress, sia necessario seguire al rientro in ufficio dalle vacanze queste quattro regolette. Assai poco produttive. Non abbiate paura che possano dimezzare la vostra efficienza: ne va della vostra salute! Redattori avvisati, redattori salvati.

1) Entrate in ufficio un quarto d’ora dopo: in genere il primo giorno di lavoro dopo una lunga assenza deve essere dedicato alla posta elettronica, e in genere si tratta di cancellarle, le mail. Pensate che entrare in ufficio 15 minuti prima per dedicarvi alla cancellazione della posta possa migliorare la vostra produttività? No. Meglio dormire!

2) Evitate il caffè alla macchinetta come la peste bubbonica. Fa schifo, vi ricordate? Molto peggio di qualunque schifezza abbiate mangiato in vacanza. Anche se siete stati in Thailandia e vi siete nutriti di grilli, anche in quel caso: il caffè della macchinetta è peggio di un grillo asiatico fritto! E oltre a fare schifo, vi ributterà come per incanto nella routine della pausa caffè! Avete mai sentito la necessità di una pausa caffè al mare (attenzione: non ho detto di un caffè, ma di una PAUSA caffè. E’ diverso.)? No. Quindi perché riprendere? C’è tutto l’anno per ricominciare: aspettate qualche giorno!

3) Non mangiate davanti al computer. Mai mai mai, ripeto mai. Da soli. Un panino. A parte che questa è un’abitudine orrenda, che dovreste togliervi anche se non siete afflitti da stress da rientro, ma in ogni caso non si fa appena tornati dal mare. Uscite coi vostri colleghi preferiti (se sono già tornati, sennò vanno bene anche gli antipatici), mangiate all’aria aperta, raccontatevi aneddoti sulle vacanze, insomma, svagate la mente! L’operazione “cancellazione mail” può attendere il tempo di un pranzo (ho volutamente omesso la parola “pausa”, per i motivi di cui al punto 2).

4) Fissate delle riunioni di ricontatto. Vi sembrerà assurdo, ma riprendere il filo del discorso lavorativo attraverso il dialogo coi vostri collaboratori è molto più produttivo che cercare di recuperare mail di un mese fa. E addirittura arrivare a capire di cosa diavolo si sta parlando. Siete ormai troppo fuori dal giro. Un mese in Australia dovrà pur aver contribuito a svuotarvi la mente dei soliti brainstorming, richiesta di feedback, giri di mail e quant’altro. Su, parlate con la gente. Oltretutto è un mese che comunicate in inglese (o preferibilmente a gesti, come nel mio caso), avrete ben voglia di riascoltare il vostro dolce idioma!