Instagram, il social network per eccellenza nel mondo della fotografia, ha rivoluzionato la vita di qualsiasi possessore di uno smartphone.

Ultimi acquisti, paesaggi mozzafiato e, naturalmente, i cibi di ogni genere e gusto, sono diventati vittime di milioni di foto da parte degli utenti.

Come poteva un fenomeno del genere non condizionare le vite delle fashion blogger?

Come se la Pagina Facebook non fosse già abbastanza, Instagram è diventato il luogo dove tutto è permesso, dove ci si sente quasi obbligati a dover condividere qualsiasi cosa con i propri fan.

Una fashion blogger deve, obbligatoriamente, caricare almeno tre foto clou della sua giornata:

– La colazione, accompagnata dall’immancabile tazza di Starbucks inquadrata per circa 2/3, come se fosse un dettaglio non rilevante (quando invece lo è, eccome).

– Il suo outfit, rigorosamente con inquadratura da #vertigoway e scattata in posti come la metropolitana, l’ascensore, il pianerottolo di casa o aspettando di attraversare la strada.

L’ultimo pacchetto arrivato, in modo tale da condividere i nuovi accessori o prodotti che “presto vi mostrerò sul blog, stay tuned!”, ringraziando l’azienda che li ha carinamente inviati.

Come se non bastasse, fra le decine di foto pubblicate ogni giorno su Instagram, le fashion blogger devono vedersela anche con gli hashtag, fondamentali per diffondere con facilità i propri scatti in giro per il web.

Non basta più inserire quelli più hot (come #cute #igers #picoftheday), ma è iniziata anche la gara alla creazione di hashtag personalizzati e che, spesso, portano a un risultato davvero agghiacciante. Sfilze di parole aggregate fra loro che vedono, dopo un cancelletto, periodi così lunghi da far invidia a Foscolo.

E, come se non bastasse, la fashion blogger media, che brama i like come se fossero un paio di Manolo, si ritrova a inserire hashtag che nulla c’entrano con il soggetto del loro scatto.

Non scandalizzatevi quindi se sotto una foto di un mobile leggerete #justinbieber, o se guardando un delizioso tramonto troverete #foodporn.

È tutto marketing, che credete?