Online da due mesi. Due mesi di giornate con la faccia appiccicata al computer, due mesi per farmi forza e per convincermi tutte le volte che mi trovo davanti a uno specchio che ce la possiamo fare, due mesi per ricacciare in fondo la paura e dirmi che la mia vita è adesso e non è mai stata più vera.

Due mesi per imparare ad accettare che se vuoi qualcosa te la devi davvero andare a prendere, anche se non ci crede nessuno e per tutti è solo un controsenso.

Quando decidi di cambiare tutto, ti succede che incontri qualcuno che crede in te, che ha la tua stessa luce negli occhi e senti di non essere più sola, che quello per cui hai lottato tutta la vita erano solo quegli occhi dentro ai tuoi che, finalmente, capiscono tutto.

Una vita per quello sguardo? Va bene così, non avrai niente di più bello.

Sai che guadagnerai innumerevoli ciocche di capelli bianchi, decine di litigate, probabilmente neanche un euro, infinite critiche, lacrime tutti i giorni, notti in bianco, giorni senza notti, rughe e paure, ma anche tutto il coraggio che non credevi di avere e la leggerezza che solo l’assenza totale di uno schema può far provare.

Non c’è business plan che tenga, non ci sono regole se non le tue, non ci sono orari, nessuno a dirti se stai andando nella direzione giusta.

Ci sono gli amici però, i colleghi, quelli che non avresti mai detto e invece ti rispondono alle mail anche a mezzanotte non perché li paghi, ma perché ci credono anche loro e perché quella luce speciale si è accesa anche nei loro occhi.

È la voglia di non farsi schiacciare dalla crisi, dall’ennesimo contratto a progetto che lacera i sogni, le possibilità ma soprattutto l’anima.

Paper nato piccolo ma pieno di voglia di volare, come me, come noi, come i blogger pieni di talento che tutti i giorni inventano, scrivono, parlano e lavorano, sodo, per dare un senso e una forma ai loro sogni, al loro sogno condiviso, che sentono forse di poter realizzare soprattutto se rimangono uniti.

Due mesi per capire che non sono sola, che la mia era solo superbia, che senza le persone che hanno scelto di tenermi per mano e lavorare insieme a me a questo progetto, sarei ancora con i pugni chiusi e la mascella contratta in un angolo del mio sogno irrealizzato.

Due mesi per continuare a sorridere anche quando sono seria, per rinnovare il coraggio e tutte le paure che mi servono per continuare a spingere avanti la mia nuova “altra” vita.

Un giorno, oggi, per dire grazie a tutti.