Mia nonna è diventata un personaggio noto di Facebook.
Suo malgrado.
Non che ci stia scomoda in ‘sto grado di notorietà, eh.
Anzi.
Qua stiamo sfiorando livelli mai visti di narcisismo virtuale che io – principessina indiscussa del selfie inutile- impallidisco ogni volta che lei mi dice: “L’hai poi messa sul Facebook quella mia foto”?
Ma comunque suo malgrado.
Perché, come tutte le vere notorietà che si rispettino, è la gente che ha deciso che lei diventasse un personaggio del Facebook.
Dunque, due precisazioni due.
Ché qua mica si sta parlando sul serio di marketing.
Mia nonna è mia nonna veramente.
Mia nonna è giovane. Cioè chiaro, non giovane davvero, essendo una nonna. Ma quando io sono nata lei aveva 51 anni. Quindi per me è sempre stata giovane, anche ora che non lo è più.
Mia nonna non è una di quelle nonne che vedi due volte all’anno e ti dicono quanto sei cresciuto dandoti quell’odioso pizzicotto sulla guancia (ma chi cazzo ha dato il via a ‘sta mania odiosa del pizzicotto sulla guancia)?
Mia nonna è la nonna dei tre mesi al mare insieme, delle mattine a giocare a Gira la moda quando ero malata, della vacanza a Parigi senza motivo, delle poche smancerie e della grande sostanza.
Mia nonna dice veramente quello che scrivo.
Mia nonna è stata veramente Miss Bordighera quando era molto giovane.
Mia nonna è veramente molto ironica.
E questa cosa, molto più che il legame di sangue – e la data di nascita che condividiamo – ci unisce veramente nell’allietarvi con le nostre scemate.
(Mia nonna AKA Miss Bordighera non ha Facebook e non lo avrà mai. Viaggia felice col suo Nokia 3310 con cui ha un rapporto d’odio e amore e le piace comparire ogni tanto, come special guest, sul mio profilo).
Questa lunga premessa per dire che qua, tra una roba e l’altra, io ho dovuto e devo un po’ spiegarle il Facebook (con l’articolo, siamo del nord, scusate).
Gliel’ho spiegato per quello che interessa a lei, ché di algoritmi e flame a lei fottesega.
Solo per capire in quale luogo del mondo (sì, dobbiamo lavorare sulla geografia dell’internet) lei sia diventata un personaggio.
Mi è toccato.

Qui di seguito riporto fedelmente stralci di conversazioni realmente avvenute.
I “tra parentesi” sono miei e sono volutamente scemi.
P.S: nessuna nonna è stata maltratta per la stesura di questo post.

“Bella gioia, l’altro giorno dalla panettiera ho incontrato un tuo amico che mi ha detto che ha visto una mia foto da giovane e che ero molto bella. Dove l’ha vista, scusa”?
(Mia nonna ha lo sguardo malizioso della serie: “Questo tuo amico è venuto a casa tua, eh”? ).
“Su Facebook, nonna”.
“Sul”?
“Facebook”.
“E cos’è”?
(Esiste un posto che non sia casa di mia nipote dove vedere le mie foto, ok).
“Una cosa che si usa col computer e anche con i cellulari più nuovi del tuo”.
(Il terrore nei suoi occhi mentre spera ardentemente che i cellulari come il suo non vengano mai ritirati dal mercato).
“E cosa si fa sul Facebook”?
“Si parla con i propri amici”.
“E cosa ci si dice”?
(Interessante, vai pure col gossip, bella gioia).
“Ognuno dice quello che gli pare”.
“E come lo dice”?
(Le lettere d’amore voi altri le scrivete ancora)?
“Principalmente lo scrive, nonna. Poi può anche mettere delle foto, delle canzoni, degli articoli di giornale”.
“E poi”?
(Non fare la vaga, sono più vecchia di te).
“E poi gli altri fanno lo stesso. E sotto alle cose che scrivi, alle foto che metti, alle canzoni che ti piacciono e agli articoli di giornale che ti sembrano interessanti anche gli altri possono dire delle cose”.
“Ma sono veramente tutte persone che conosci”?
(Alla televisione dicono che l’internet è pieno di maniaci).
“Quasi tutte. Puoi scegliere se essere amico solo di persone che hai conosciuto davvero o se essere amico anche di persone che personalmente non hai mai conosciuto”.
“Quindi sconosciuti”.
(I maniaci dell’internet ammazzano le donne).
“Anche sconosciuti, sì”.
“E della mia foto cosa hanno detto i tuoi amici e gli sconosciuti”?
(Il narcisismo prevale sulla paranoia).
“Che sei molto bella, nonna”.
“Te l’hanno scritto”?
(Vorrei delle prove attendibili).
“Qualcuno sì. Altri hanno solo messo “mi piace”.
“Cosa vuol dire mettere “mi piace”?
(Certo che, però, avrebbero pure potuto scriverlo questi).
“Il “mi piace” è un’opzione di Facebook. Sotto ogni cosa che scegli di condividere con gli altri, questi altri possono dire se gli piace”.
“La mia foto è piaciuta a tante persone”?
(Quantifichiamo, per cortesia).
“Tantissime”.
“Beh, meno male che almeno qualcuno mi apprezza”.
(Falsa modestia, capitolo primo).
“Ti apprezzano in molti”.
“Ma scrivi anche delle cose che dico”?
(Oltre le gambe c’è di più).
“Spesso, sì”.
“E i tuoi amici pensano che tu abbia una nonna rincoglionita”?
(Ora mi dici che non sono rincoglionita, dai).
“Dicono che sei un mito”.
“Allora sono simpatici, questi amici”.
(Falsa modestia, spicciame casa).
“Alcuni molto”.
“Beh, un pochino ho capito. Ma io non lo uso, bella gioia. Sono vecchia per queste cose. Faccio già fatica con la televisione”.
“Va bene, mica devi usarlo per forza”.
“Ah, volevo chiederti. Ma quell’altro tuo amico, quello alto, bello, che ho incontrato una volta… Anche a lui è piaciuta la mia foto”?
(Potrei aver creato un mostro, vi tengo aggiornati).