Mal di Sicilia: ecco come mi sento in questi giorni, dopo il rientro da una terra magica, che conoscevo pochissimo e sognavo di visitare da tanto. Ho deciso di raccontarvi il nostro viaggio di famiglia in Sicilia, così da farvi venire voglia, se già non vi è successo.

La Sicilia mi ha sorpreso per i suoi profumi e i suoi colori, per il giallo e il rosso intenso dei fiori di campo che crescono tra i muretti a secco in campagna, il blu profondo del cielo, che contrasta con il color miele dei monumenti barocchi. Mi ha sorpreso per la gentilezza dei suoi abitanti, sempre pronti a darti indicazioni e consigli con entusiasmo, a sorridere ai bambini, ad aiutare in caso di necessità. Mi ha sorpreso per lo stile di vita, per i cliché che immaginavo e che mi sono ritrovata davanti agli occhi, come le vecchiette vestite di nero sedute fuori dalle case negli stretti vicoli di Modica a cucire, o i ragazzini che qui ancora giocano a palla nelle strade. Non mi ha sorpreso invece per la cucina, che sapevo sarebbe stata ottima e si è confermata tale. Ma cominciamo dall’inizio.

Sicilia: alloggio, mezzi e città da visitare

E’ tutta colpa di Montalbano, a dirlo mi vergogno quasi, ma credo che questo sentimento sia stato comune per chi non conosceva la Sicilia: il commissario di Camilleri ha mostrato al mondo intero dei luoghi meravigliosi (anche se in realtà i libri sono ambientati nell’agrigentino, mentre la serie con Luca Zingaretti no) e la curiosità si è scatenata un po’ per tutti.

Con i libri e la voce del Commissario nella testa, abbiamo prenotato un volo per Catania (che poi, forse, a posteriori, lo avrei preso diretto a Comiso, più vicino a Ragusa, ma è andato bene comunque): RyanAir Malpensa Catania, minima spesa massima resa. E da lì un’auto a noleggio (la più economica era con la compagnia Firefly, un po’ scomoda perché è necessaria la navetta dall’aeroporto alla sede) e un seggiolino per Giacomo. Siamo partiti con un passeggino leggero e un Buzzidil, un marsupio utile per affrontare le scale dei paesi barocchi.

Per pernottare, come facciamo sempre ultimamente, abbiamo optato per un appartamento a Modica: questo il nostro Airbnb. Trovo comodo avere la possibilità di cenare in casa con un bambino di un anno, che spesso dopo la giornata intera fuori ha bisogno di tranquillità, un bagnetto, ritrovare i suoi giochi e mangiare più sano di quanto fatto durante il giorno, anche perché Giacomo non si è tirato indietro praticamente a nulla e ha assaggiato cannoli, pasta al pesce spada, pesce di ogni genere e delizie sicule a volontà.

Le città del Commissario Montalbano

Partiamo da Modica. Una sola parola: splendida. Va dritta sul podio delle mie città siciliane preferite, un capolavoro dell’architettura tardo barocca. Da visitare sia la parte bassa, dove passeggiare tra una cioccolateria e l’altra, scovando chiese nasconde in ogni angolo, che l’alta, dopo aver fatto un salto nel Duomo di San Giorgio, dal quale ammirare il panorama tutt’intorno sulla città. Modica è un buon punto di partenza per visitare i dintorni, perché le altre città si trovano a un massimo di un’ora e mezza di distanza, quindi è perfetta come base.

Abbiamo poi visitato Scicli, dove si trova il Commissariato di Montalbano, un’altra perla. Avremmo voluto fare un giro col Trenino del Barocco (si trova a Modica, Scicli e Noto e si ha possibilità di uno sconto se si prende in più città), ma era un giorno lavorativo e non c’erano molti turisti. Davanti al Municipio (che poi appunto sarebbe il commissariato), ci siamo regalati il primo tuffo tra i sapori della Sicilia: un cannolo con granella di pistacchi per mio marito, una brioche siciliana per me. E poi una spremuta di arance fresche.

A Ragusa Ibla siamo arrivati la mattina prestissimo: Giacomo ci aveva buttati giù dal letto alle 6. Ma c’è qualcosa di magico nel camminare per le strade di una città ancora sonnacchiosa e deserta, godendo del Barocco in silenzio. Qui di Montalbano c’è molto: quante volte lo abbiamo visto attraversare la strada con il Duomo come sfondo, le palme davanti (che oggi sono state tagliate quindi è più difficile riconoscere il luogo), pronto a bere un caffè con Mimì o Fazio. Piccolo neo: il Duomo apre alle 10.

Immancabile nel tour è Noto, un’altra meraviglia, tanto che nel 2002 il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Difficile descrivere cosa si prova a scoprire passo passo gli edifici della città. E poi, dopo tanta cultura, ci siamo goduti un pranzo delizioso in un ristorante trovato per caso dove probabilmente non saremmo mai entrati se non fosse stato per una ricerca veloce su Google: la Trattoria del Carmine. Un posto assolutamente alla buona, economico, veloce, preso d’assalto nelle ore di punta, dove ho mangiato una parmigiana che non scorderò presto.

Ortigia, il cuore storico di Siracusa, un’isola nell’isola, un luogo magico e inaspettato, perché appena arrivi non ti aspetti di ritrovarti, dopo aver passeggiato nei vicoli con la faccia in su, guardando i panni stesi al sole, i balconi con i fiori, le case decadenti e bellissime allo stesso tempo, in una grande piazza, dove si trova la Cattedrale e poi, proseguendo arrivare alla leggendaria Fonte di Aretusa e al mare, che qui ha un colore intenso e vivo. Da visitare anche il mercato di Ortigia, dove il folklore dà il suo massimo, tra frutta e verdura profumatissima, pesce fresco, spezie tipiche del sud e piatti in ceramica decorata siciliani.    

Per quanto riguarda il mare, siamo stati a Fontane Bianche, una spiaggia molto bella a 15 chilometri da Siracusa, sul litorale di Marina di Ragusa, a Marzamemi, un paese che una volta era di pescatori, dove si trova una splendida tonnara trasformata in zona di ristoranti all’aperto caratteristici, e alla Riserva di Vendicari, un parco ancora oggi incontaminato.

Montalbano sul set a Punta Secca

E poi è successo: arriviamo a Punta Secca per vedere dal vivo la casa del Commissario e appena entrati in questo piccolo paesino di mare ci accorgiamo che alcune strade sono transennate e ci sono camper dappertutto. Eh sì, Luca Zingaretti era lì a girare due nuove puntate che usciranno nel 2018. Giunti di fronte alla casa ecco l’auto, la famosa tipo targata RG di Montalbano. E così siamo rimasti un po’ insieme ad altri curiosi a guardare come funziona il set di una fiction e ad attendere che lui uscisse dalla casa.

Viaggiare in Sicilia con un bambino piccolo

I luoghi della Sicilia che abbiamo visitato sono stati davvero perfetti per Giacomo: sole caldo, cielo sempre blu, sabbia fine che ha adorato dal primo momento, cucina deliziosa e genuina. E poi un’accoglienza e delle strutture che non mi aspettavo: non c’è stato un solo ristorante che non avesse il seggiolone o il fasciatoio, cosa che ancora oggi spesso manca in tanti locali. Un paio di volte gli hanno dato persino una forchettina e un bicchiere apposta per bimbi, una conchiglia in regalo e tutti sono stati gentili. Lui si è adattato a tutto e mi ha sorpreso come ha preso con entusiasmo qualsiasi cosa gli proponessimo.

Un viaggio indimenticabile per tutti e tre quindi… Sicilia bedda, torniamo presto!