Qualche anno fa avevo un programma su radio24 che si chiamava “Agosto. Tecniche di sopravvivenza”. Fra l’altro si trovano ancora alcuni podcast.

Com’è che una radio seria come quella del sole24ore ha pensato nella sua storia di dedicare uno spazio quotidiano ad agosto e al modo per uscirne indenni? Perché siamo in Italia e solo nel nostro paese agosto è sinonimo di estate e poi perché ovunque voi siate, l’estate è foriera di sventure, una stagione nefasta, checché se ne dica. Quante cose vi sono andate storte in estate? Provate a rifletterci.

Ho pensato così di recuperare alcune delle tecniche di sopravvivenza consigliate allora, che guarda caso sono perfette anche a distanza di tempo, e di riproporle. Si va dalle partenze intelligenti al tema animali, passando per la gestione dei rapporti fra vicini di ombrellone, senza dimenticare chi invece è dovuto rimanere in città. Prendete appunti e quest’anno cercate, per quanto possibile, di non farvi trovare impreparati.

1) Non è nella partenza che si misura il tuo quoziente intellettivo, semmai nella meta. Qualunque sia la tua destinazione cerca di bypassare Barberino del Mugello. Non ridere della colonna di macchine che vedi nella carreggiata opposta alla tua, prima o poi capita a tutti.

2) Il numero di libri in valigia non deve mai superare il numero delle creme solari. Possibilmente che abbiano copertine morbide, se non hai voglia di leggere puoi sempre usarli come ventaglio. Evita comunque di prendere il sole con la Logica di Aristotele, non ti proteggerà dalle scottature e tanto meno dal ridicolo.

3) La distanza minima dai vicini di ombrellone deve essere 2 metri. La distanza può scendere a 1 e mezzo se noti che parlano di cose interessanti.

4) Anche se il tuo merlo indiano riproduce perfettamente il rumore della tv accesa, non è un buon motivo per lasciarlo solo a casa sperando di scoraggiare i ladri. Non serve a nulla lastricare la ruota del criceto con le tue fototessera mentre fai ciao, sperando che facendola girare lui si illuda di averti lì. Lo sa che sei partita.

5) Camicia Hawaiana e bermuda in ufficio solo se fai il pubblicitario. Se fai il pubblicitario la quotidianità di un’estate in città la conosci solo nei brief dei clienti e credi, non è proprio come te la raccontano.

6) Tieni in frigorifero anche i biscotti, il sale, lo zucchero, il tè, il caffè e lo smalto per le unghie. Ti aiuterà a vederlo meno vuoto. Evita di sostare davanti alla serranda abbassata del tuo panettiere per ore. Non si è addormentato. È semplicemente andato in vacanza.

7) Evita di andare tutti i giorni al museo egizio anche se è l’unico aperto. Non aspettare che le mummie ti riconoscano. Trattieniti dall’esordire con “potevo farlo anch’io” di fronte a un Picasso. Se lei ti ha detto “adoro Ligabue”, prima di intonare “Certe notti”, assicurati che si riferisse a Luciano e non ad Antonio. Se ti fingi un esperto, attento a non fare confusione: Van Gogh si è tagliato l’orecchio, quello sordo era Beethoven.

8) Se ti invitano a una gita fuori porta e il numero di bambini supera quello degli adulti, fingi un mal di testa e rimani a casa.

9) Evita di vestire solo con canotte e calzoncini corti solo perché è estate. Dai uno sguardo al tempo prima di uscire al mattino. È vero, il maglioncino sulle spalle fa anni ’60, quello intorno alla vita anni ’80, quello tenuto sul braccio con la mano in tasca fa collettivo anni ‘70. Decidi se preferisci farti trovare impreparato alle basse temperature e ammalarti o sembrare fuori moda.

10) Le vacanze prima o poi finiscono per tutti. Non c’è bisogno di fare tante storie. Se proprio non riesci a fartene una ragione e vuoi rimanere al mare, sappi che anche aprire un Ciringuito sulla spiaggia non rende più come una volta. Ricorda che i complimenti per l’abbronzatura te li faranno solo se ritorni alla pallida vita d’ufficio. Torna almeno per le tue piante, il ficus benjamin ha già chiamato il telefono azzurro.

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