Nonostante le iniziali difficoltà che come tutte le neomamme ho dovuto affrontare, sono una forte promotrice dell’allattamento al seno: fa bene alla salute del bambino, a quella della mamma, si fa ovunque, è economico e crea un legame meraviglioso tra mamma e bimbo.

Oggi purtroppo sono però sempre meno le mamme che vogliono, riescono, possono allattare. L’esclusività del rapporto con il bambino può creare qualche difficoltà: se mi devo allontanare da Giacomo devo prepararmi con anticipo, tirare il latte e metterlo in freezer, lasciarlo a qualcuno di cui mi fido e con cui stia in serenità (tanti bimbi allattati al seno rifiutano il biberon le prime volte e il terrore delle mamme è di ricevere una telefonata dalla nonna con sottofondo di urla e di torna a casa subito che non mangia!). Ma se tornassi indietro farei le stesse scelte. Che poi, che scelte sono in fondo? E’ la natura ed è un diritto che trovo fondamentale per ogni bambino e per la sua salute.
Ovviamente ogni donna deve fare ciò che si sente e può fare. Come freelance non ho avuto maternità, ma ho l’opportunità di lavorare da casa e di conseguenza di allattare quanto voglio. Oggi l’OMS consiglia di proseguire l’allattamento esclusivo al seno per 6 mesi ed è quello che sto facendo, per poi andare avanti anche fino ai 2 anni in base alla voglia e alla possibilità di mamma e bambino.
Tempo fa ho scritto un post proprio sull’allattamento con l’intento di aiutare le amiche incinte o neomamme a non scoraggiarsi subito perché sì, le difficoltà e il dolore i primi tempi ci sono. Lo trovate qui: Allattamento, questo sconosciuto 
L’allattamento, che nel mondo animale è la cosa più naturale che esista, ma nel nostro pare non esserlo, ha un’iniziativa dedicata: dal 1 al 7 ottobre governi, enti e promotori dell’allattamento materno si uniscono per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. La Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno prevede diversi eventi, in tutta Italia: ecco la mappa con tutti gli appuntamenti
Ci saranno persino “poppate di gruppo”, veri e propri flash mob dedicati.
mamma-bambino

Una curiosità: nel 1990 è stata redatta la Dichiarazione degli Innocenti, secondo la quale l’allattamento al seno è un processo unico che:

– fornisce un’alimentazione completa ai neonati e contribuisce al loro pieno sviluppo e alla loro sana crescita;
– riduce i tassi di morbilità e mortalità infantile diminuendo l’incidenza e la gravità delle malattie infettive;
– giova alla salute delle donne riducendo i rischi di tumore al seno e alle ovaie, e aumentando l’intervallo tra una gravidanza e l’altra;
– offre vantaggi economici e sociali sia a livello familiare che a livello nazionale;
dà alla maggior parte delle donne un senso di soddisfazione se praticato con successo;

e poiché recenti studi hanno dimostrato che:

– tali vantaggi aumentano con un allattamento esclusivamente materno durante i primi 6 mesi di vita del neonato, e in seguito con una maggiore durata dell’allattamento integrato con alimenti complementari;
– interventi programmati possono apportare positivi cambiamenti nell’atteggiamento verso l’allattamento al seno;

Direttamente dal sito dell’Unicef:

“Per raggiungere l’obiettivo globale di una migliore salute e di una più corretta alimentazione della madre e del bambino, tutte le donne dovrebbero essere messe nella condizione di praticare l’allattamento esclusivamente al seno, e tutti i neonati dovrebbero essere nutriti soltanto con latte materno, dalla nascita fino ai 6 mesi di vita.

I bambini dovrebbero continuare ad essere allattati al seno, ricevendo allo stesso tempo alimenti complementari adeguati, fin oltre i due anni di età.

Questo ideale di nutrizione infantile deve essere raggiunto attraverso la creazione di un ambiente consapevole e che aiuti le donne consentendo loro di allattare in questo modo.

Per raggiungere l’obiettivo è necessario, in molti paesi, che si crei una “cultura dall’allattamento al seno” e la si difenda energicamente dalla “cultura dell’allattamento artificiale”. Ciò richiede impegno e mobilitazione sociale e il totale coinvolgimento del prestigio e dell’autorità dei leader riconosciuti in tutti gli ambienti sociali.

Devono essere compiuti sforzi per accrescere la fiducia delle donne nella loro capacità di allattare, attraverso l’eliminazione di restrizioni e di influenze che alterano le percezioni e il comportamento femminili, spesso con mezzi insidiosi e indiretti. Ciò richiede sensibilità, attenzione continua, e una strategia delle comunicazioni ampia ed esauriente che coinvolga tutti i mass media e si rivolga a tutti i livelli della società.

Inoltre dovrebbe essere eliminato qualsiasi ostacolo all’allattamento al seno presente all’interno del sistema sanitario, del mondo del lavoro e della comunità. Dovrebbero essere prese misure adeguate per garantire alle donne una corretta nutrizione per uno stato di salute ottimale non solo per loro stesse ma anche per le loro famiglie”.

La parola all’ostetrica Giulia Ciancarella, che mi ha aiutato nei miei momenti di difficoltà: “Partire bene è fondamentale! Cercare già in gravidanza qualcuno di competente che ti aiuterà dopo, avere un valido riferimento è importantissimo per non mollare. Allattare è faticoso, difficile e impegnativo… ma aiutate ad avviare bene l’allattamento si riesce! Non solo, qualsiasi allattamento è recuperabile, anche molto tempo dopo. Gli studi scientifici confermano che allattare in maniera prolungata sia positivo per la salute fisica e psicologia di mamma e bambino, intendendo esclusivamente al seno fino almeno ai 6 mesi e fino ai 2 anni e oltre in modo complementare… in realtà sarà finché entrambi lo desiderano! Vi lascio un link interessante della Leche League a cui fare riferimento su quanto davvero sia importante allattare al seno: lo trovate qui“.