La scorsa settimana siamo stati alla presentazione della nuova web fiction firmata Donnamoderna.com, Il Saloon di Adele.

Al centro della serie, coprodotta da Mondadori e Brandon Box, una parrucchiera, le sue clienti-amiche e la concorrenza in paese, nel contesto della piccola provincia italiana. Il Saloon di Adele è “l’unico parrucchiere aperto anche il lunedì”, giorno in cui, alle 11, di settimana in settimana andranno in onda su Donnamoderna.com/SaloondiAdele le 8 puntate da 8 minuti ciascuna, scritte da Camilla Sernagiotto e Andrea Sgaravatti, e dirette da Guido Geminiani ed Enrico Riscassi.
Come molti di voi sanno, da quasi 5 anni gravito intorno al mondo di Donnamoderna.com e nella web tv del sito, Donnamoderna.tv, c’è anche un pezzettino di me: ho lavorato al lancio iniziale, ormai più di un anno fa, e ci sono ancora molto affezionata.

Ho fatto qualche domanda a proposito a Daniela Cerrato, Head of digital marketing properties di Mondadori.

Come è nato il Saloon di Adele?

Da più di un anno lavoriamo alla realizzazione di video seriali per Donnamoderna.tv. Ma finora si era trattato di brevi pillole tematiche o tutorial, alcuni realizzati anche con Brandon Box, la casa di produzione della fiction.

Con loro, in particolare con Andrea Sgaravatti, partner della casa di produzione e con Camilla Sernagiotto, scrittrice di numerosi programmi televisivi (tra cui Italo Americano, Crispy News, MTV Flash, Nientology e Pop App) abbiamo pensato che fosse il momento di osare con un progetto più strutturato, puntando sulla qualità e cavalcando uno dei trend più apprezzati dell’editoria digitale a livello internazionale, quello delle web series in chiave fiction. Lo abbiamo fatto pensando al forte engagement che abbiamo con le nostre utenti, che già avevano apprezzato i contenuti video della web tv.

Daniela-Cerrato-e-le-attrici

La storia è ambientata in una città di provincia, perché?

Da un lato volevamo strizzare l’occhio alle grandi serie americane come Sex and the city e Desperate Housewives (e infatti la voce narrante di Adele è la stessa della protagonista delle Desperate, Brenda Strong: Emanuela Rossi, tra le più grandi doppiatrici italiane, nota anche al grande pubblico per essere la voce ufficiale di Michelle Pfeiffer, Nicole Kidman, Angelina Jolie e tante altre attrici di Hollywood). Dall’altro lato abbiamo sentito l’esigenza di costruire un contesto in cui il nostro pubblico potesse riconoscersi e ritrovarsi, invece di fare semplicemente il verso alle scorribande metropolitane di Carrie e compagne. La “city” di Adele è quella di una donna qualunque, una di noi in senso lato (noi, donne moderne), che può quindi rivedersi più facilmente nei personaggi della serie.

Tra le donne protagoniste, qual è la tua preferita e perché? In quale ti ritrovi in particolare?

Non ho una vera e e propria preferita perché c’è un aspetto di ognuna delle protagoniste in cui mi identifico. La determinazione sul lavoro di Elena, il romanticismo di Adele, l’idealismo di Paola e la forza di credere nei sogni di Arianna.

Daniela-Cerrato-e-Camilla-Sernagiotto

Daniela Cerrato e Camilla Sernagiotto

La forza di questa web serie sono donne vere, che da qualche anno sono diventate le protagoniste anche del sito e della rivista. Quanto è importante oggi nel web comunicare non attraverso immagini aspirazionali ma con personaggi più realistici nei quali ci si può immedesimare?

Questo concetto si ricollega subito alla nostra scelta di ambientare la serie in un contesto di provincia. Da diversi anni ormai il brand di Donna Moderna ha voluto legarsi a volti e storie di donne di tutti i giorni, per raccontare la loro vita ad altre donne come loro, creando così un’autentica empatia con le lettrici. Tutto questo, traslato sul mezzo digitale, non è nient’altro che il concetto di “community” a cui siamo abituati a fare riferimento in ambito social. In questo senso i nostri canali web ereditano un valore di fondo generale, ma lo amplificano grazie alle potenzialità di interazione e condivisione che appartengono prettamente alla rete. Ecco perché spingere su modelli distanti dalla realtà quotidiana è poco in linea con la nostra filosofia.

saloon di adele

Una web serie in HD, si pensa subito anche alla televisione. Come vedi il futuro di queste sitcom che Donnamoderna.com sta girando?

Abbiamo scelto di investire in un prodotto che fosse perfetto per il web, ma che contemporaneamente potesse adattarsi alla televisione, per qualità delle immagini, livello degli attori, fotografia, musica, regia, spessore della produzione e contenuti trasversali. Siamo già al lavoro per sondare la possibilità di portare in tv Il Saloon di Adele, che si presenta già confezionata, fin dalla fase di scrittura e produzione al mezzo televisivo. Del resto in America, ormai, nelle produzioni per il web ci sono anche casi di investimenti notevoli e cast di alto livello. Credo dunque che progressivamente la differenza di caratura tra i due mezzi diventerà sempre più labile, con un orientamento verso una qualità sempre maggiore per il web e format che saranno sin dal concept cross-mediali.

Donnamoderna.com è stato uno dei primi femminili ad avere una web tv. Punti ancora su questa scelta e credi che il video sia il formato oggi vincente?

I contenuti per il web si sono evoluti velocemente passando per una sempre maggiore qualità delle immagini fino ad arrivare al boom del video on demand, complici anche le prestazioni di device sempre più orientati alla fruizione di video in qualsiasi occasione e linee sempre più veloci anche in mobilità: dal tragitto in autobus al tempo libero, al parco come sul divano o comodamente a letto. Il mondo dell’editoria digitale, ma anche le abitudini delle persone comuni a generare contenuti propri, valorizzano sempre di più il ricorso al formato video. Per questo credo che puntare su produzioni come Il Saloon di Adele possa essere una scelta vincente, peraltro molto apprezzata anche dagli inserzionisti, che trovano così modalità nuove di comunicare al proprio target.

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