L’olfatto è uno dei sensi che ho maggiormente sviluppato. Mi ricordo che da piccola quando mi chiedevano “Cosa vuoi fare da grande?” rispondevo “I profumi“.

Da grande ho imparato che quel lavoro si chiama “Naso“, che ci sono scuole per imparare un mestiere tanto complesso, che esistono libri che raccontano la storia di questo lavoro antico e regole feree per creare una fragranza. Non sarà un caso se uno dei miei libri preferiti è “Profumo” di Süskind, dove Grasse, piccola città della Provenza, è un insieme di profumi e di lavanda. E quell’ossessione per trovare il profumo perfetto ha un numero, il 13. Una nota nascosta, perché un buon profumo è costituito da 12 essenze : 4 per l’accordo di testa, 4 per l’accordo di cuore, 4 per l’accordo di base e l’ultima, la più potente, che farà di quel profumo l’unico e impareggiabile.

Perché ogni profumo, come dice Suskind, ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi.

 

profumo essenze

 

Se avete la mia stessa passione, allora non perdetevi il percorso del Profumo, che verrà riaperto proprio oggi a Venezia, a Palazzo Mocenigo di San Stae, Museo del Tessuto e del Costume. Un capitolo straordinario della storia del profumo e delle essenze. Un progetto patrocinato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e Mavive, azienda veneziana della famiglia Vidal.

L’iniziativa nasce con l’intento di far riscoprire e valorizzare la vocazione millenaria che colloca l’Italia, e in particolare Venezia, tra i capostipiti della tradizione profumiera mondiale e rappresenta una delle principali proposte della rinnovata sede.

 

creare un profumo

 

Nell’inedita sezione dedicata alla storia del profumo e delle essenze sono ospitati manufatti e documenti antichi, tra cui il prezioso manuale di cosmetica I Notandissimi Secreti de l’Arte Profumatoria di Giovanventura Rossetti, pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1555, primo ricettario d’Occidente che cataloga con approccio scientifico più di trecento formule di cosmetici in uso nella Venezia di allora e preziosi erbari provenienti dal Museo di Storia Naturale di Venezia, tra cui il celebre Erbario Mattioli.

Alcuni pezzi unici provenienti dalla propria straordinaria collezione di “Flaconi Storp”, una delle più importanti al mondo, composta da oltre 2.500 oggetti da esposizione e pezzi databili fino al 2.000 a.C.

Un luogo di formazione didattica grazie a vere e proprie “stazioni olfattive”, che accompagnano il visitatore attraverso i propri sensi alla scoperta di questa straordinaria invenzione, antica e particolarissima, che si pone in stretta relazione con la moda e la storia del costume, oggi più che mai temi che caratterizzano questa rinnovata sede.