L’altro giorno guidavo, con la musica come al solito a palla, avevo fretta, tanto per cambiare, e un sacco di cose da fare.
Poi arrivo a delle strisce pedonali e mi fermo, sempre sovrappensiero, a far passare una persona, senza nemmeno focalizzarla. Pensavo solo: ‘quanto ci mette a passare, devo ancora andare all’Esselunga, finire un articolo, fare questo e quest’altro’. Il mio cervello per un attimo ha deciso di guardarla ed era un vecchietto, mi sorrideva, mentre io pensavo solo che doveva levarsi di lì. Il suo sorriso mi ha cambiato quella giornata, mi ha fatto respirare, mi ha cancellato le cose da fare e mi ha fatto pensare quanto sono belle le persone buone. E da lì ho iniziato a sorridere tutte le volte che mi capita di fermarmi a far passare qualcuno sulle strisce pedonali e godermi il sorriso che torna indietro quando, un po’ stupite, restano sorprese.

Ecco, io voglio essere una persona così, una persona che vede. Che non si lascia vivere, non si perde con lo sguardo nel vuoto perché crede di non aver tempo di sorridere. Che non dimentica di rispondere a chi le ha scritto. Che sa donare il proprio tempo, senza scalpitare o credere che questo venga rubato, perché quasi mai è così.

Voglio essere una persona bella e non ha niente a che fare con trucco e chiappe sode. Voglio essere una persona che sa aiutare, che sa tirarsi su le maniche quando qualcuno è in difficoltà, che non si lamenta quando una vecchietta la tampina per strada per sapere che ore sono, che sa ritagliarsi dei momenti e la smette di dire che non può. Perché la verità è che posso, che possiamo. Quasi sempre almeno.

E poi è nata Cecilia questa settimana e ho visto formarsi una famiglia. Ho visto tanti sorrisi davanti al vetro di una nursery e mani piene d’amore. Un marito e una moglie che improvvisamente si ritrovano mamma e papà. Amici che diventano grandi, circondati da altri amici, cuori buoni. E come si fa poi a non aver tempo di regalare loro un sorriso?