L’amica fidanzata da tempo: “Ce l’hai su Facebook? Fammi vedere una foto. Beh, ma è molto carino. Accetta, magari poi ti ricredi”.

L’amica appena lasciata: “Rimbalzalo, tanto sono tutti stronzi. Anzi no, escici e poi rimbalzalo, così impara”.

L’amica che ha appena lasciato: “No, dai, stasera avevo in mente un programma fuochi & fiamme”.

L’amica single da un pezzo: “Ce ne fosse uno che invitasse me!”.

La collega diplomatica: “Una cena non ha mai fatto male a nessuno”.

La cugina furba: “Vacci a cena e punta sul dopocena con i suoi amici, magari ne salta fuori uno interessante”.

L’amico diretto: “Mica te lo devi sposare, ci puoi anche solo scopare”.

Il fratello: “Guarda che se ci vai a cena, lui offre e tu non gliela dai, sei una maledetta scrocca-filetto”.

L’altro fratello: “Non ho capito una cosa: come sono le sue amiche? Gnocche? Cessi? Single?”.

La mamma: “Proprio non ti capisco: per un motivo o per l’altro, non te ne va mai bene uno, nemmeno questo che dici essere perfetto. Vai avanti così e tra dieci anni finisci a rimpiangerli tutti, dal primo all’ultimo, passando per questo”.

Il papà: “Poveretto, non vorrei essere al suo posto”.

Pareri illuminanti, consigli utili, di quelli che ti chiariscono le idee e aiutano a fare la mossa giusta. Alla fine accetti l’invito a cena, almeno per risparmiarti la manfrina del “sei troppo selettiva, dovevi dargli-darti-darvi una chance”. E poi che sarà mai una cena? Di certo non una promessa all’altare. Qualcosa ti frena però. E quel qualcosa è il click a prima vista. Che scatta o non scatta. Perché non è un on-off, comando a bacchetta, magari lo fosse; è un lui-sì-non-so-bene-perché, lui-no-lo-so. E in questo caso non ti è proprio scattato. Click o non click, l’istinto, l’intuito, il sesto senso, quella cosa lì insomma, può sempre essersi preso o prendersi una cantonata, d’altronde non è uno strumento infallibile. E qui vale la pena tentare: in ballo c’è un ragazzo ideale, sulla carta è perfetto e, in più, pare interessato, sembra motivato.

L’hai conosciuto una sera e non ti ha sconquassato granché, ok, però glielo hai dato il numero. Ti ha scritto e non eri lì a sperare che fosse lui, ok, però ci hai whatsappato per quasi un’ora. Ci sei uscita un paio di volte, non fremevi dalla voglia, ok, però hai fatto le tre senza accorgertene. Quindi un po’ ti ispira. Mah, non proprio a dire il vero… perché… curiosità suscitata? Così cosà. Vibrazioni percepite? Scarse. Ormoni stimolati? Pochi-pochissimi. Scintille intraviste? Nemmeno con il binocolo. Magari, però, conoscendolo, potresti cambiare idea. E in questo caso sarebbe una figata. Perché “il sulla carta perfetto” è in gamba, carino, sveglio e sei convinta che ti tratterebbe come una regina, ma non modello soldatino-zerbino, perché il carattere ce l’ha. E pure l’iniziativa. Propone, invita, sceglie, guida, dirige, senza imporre né comandare. Insomma, a trovarne così. Per cui basta pensare. Così ti prepari, ci esci e ci credi.

Com’è andata?

Serata perfetta. Lui impeccabile. Non ha sbagliato un colpo, non uno. E’ passato a prenderti, ha scelto un ristorante non troppo sportivo e non troppo elegante, non da vecchi e non da bagordi, non da gruppo, non da famiglia e non troppo da coppietta. Per farla breve: indirizzo indovinato. Dialogo c’è stato. Argomenti pure. Non un momento di silenzio, imbarazzo, noia. Non un fumetto parallelo in cui, mentre lui parlava, tu pensavi: “Che palle, che ora è, quando posso scappare? Oh no, sono in macchina con lui, come lo faccio il fugone? Ma perché non squilla il telefono? Ora mi salvo, vado in bagno e vedi come scatta la chiamata dell’amica in crisi inventata da raggiungere al volo”.

Zero fumetti e mille punti per lui. Dall’invito al passaggio, alla prenotazione; dal cellulare acceso, ma con silenzioso, all’ordinazione fino al conto. Ha offerto lui. Categorico, non ha fatto nemmeno finta di ascoltare la pantomima “no, dai, dividiamo”. Ma l’ha presa come assist per il “prossima volta facciamo a metà”.

E dopo? Pronto con la proposta di raggiungere i suoi amici per bere una cosa. Approvata e per niente influenzata dal consiglio della cugina dritta come una faina.

E dopo? Tenta il bicchiere di vino a casa sua e vince il giro a casa tua. Parcheggia. Scende. Ti accompagna al portone, per il quale (purtroppo) non hai mai avuto tanta attrazione. Appiccicata all’uscio, giochi d’anticipo: due baci e buonanotte. Perché sulla carta lui è perfetto (e tu una scrocca-filetto), ma nella pratica ci sono cose che non si spiegano e campi in cui è vietato sforzarsi. Non sono tutti stronzi e non siamo tutte stronze (confuse, ambigue, incomprensibili, paranoiche, pazze, psicolabili, malate di mente, con la luna storta, il mal di testa e il ciclo al via). E’ che senza benzina, la macchina non parte.