È tornata la pioggia, che picchietta dolcemente contro la finestra della mansarda e io, che non sopporto girovagare con l’ombrello tanto quanto i leggings leopardati, mai avrei pensato di accoglierla con un timido sorriso. Ed una pioggia così va scelta e vissuta, così ho preso dalla scarpiera le scarpe da ginnastica e sono andata a correre, mentre il Sole si risvegliava e la città era racchiusa in un silenzio malinconico.

pioggia

Quella malinconia che colpisce il cuore quando le festività sono arrivate, brillate e passate; come quando la domenica sera rimani inerte sul divano a guardare annoiato Sky e, malgrado i milleduecento canali più uno, non trovi nulla che riesca a soddisfare le tue aspettative. Come quando torni nella tua città dopo un breve giro intorno al mondo e, nonostante la contentezza nel riabbracciare gli affetti di casa, senti aprirsi dentro lo stomaco un vuoto apparentemente incolmabile, come se per un attimo avessi davvero assaporato il gusto della felicità (o sarebbe meglio chiamarla serenità), per poi rimanere con un biglietto di solo ritorno in mano. Quella malinconia che ti sovrasta quando rimembri i giorni in cui uno sconosciuto ti ha fatto innamorare, perché sai che quelle sensazioni difficilmente rivivranno dentro te in egual modo.
Eppure la malinconia non è poi così malvagia, perché se non ci fosse lei non esisterebbero neanche i piaceri. Piaceri che dovresti ricercare in ogni momento, nella tua quotidianità.

malinconia

Andare a dormire stanca perché sai di aver affrontato la giornata dando tutta te stessa, e anche qualcosa in più; il profumo di caffè e del dopobarba che ritrovi sul suo maglione preferito; comprare una scatola di cioccolatini che ti riprometti di mangiare poco per volta, per poi ritrovarti la sera stessa, seduta sul divano, a scartare tutti quelli al cioccolato fondente per lasciare i rimanenti ai futuri ospiti; un abbraccio improvviso, nato dal nulla e dato per nulla; la gentilezza ingiustificata di uno sconosciuto; l’odore della cipolla che soffrigge nell’olio, che ti ricorda quando da piccola rincorrevi tua cugina tra i corridoi della casa dei nonni; un mazzo di tulipani gialli o di rose rosse, da regalarti quando hai voglia di corteggiare te stessa, perché alla fine l’unica cosa davvero importante è vivere ogni giorno scegliendo, prima di tutto, se stesse.

biscotti

La marmellata di peperoncini, da assaporare con il caprino comprato al mercato o con del pesce spada alla griglia. Una confettura dal colore rosso accesso, da spalmare su una fetta di pane integrale tostato, quando abbiamo voglia di finire la giornata con un po’ di piccantezza in più, e un sorriso spensierato.

peperoncino

La ricetta

Ingredienti:
• Un chilo e mezzo di peperoni rossi
• Un chilo di zucchero semolato
• Due peperoncini habanero freschi
• Tre peperoncini di cayenna freschi
• Dieci peperoncini rawit freschi
• Due pizzichi di sale fino

Lavate i peperoni, togliete i semi e tagliateli a pezzetti. Fate la medesima cosa con i peperoncini ma, mi raccomando, indossate prima dei guanti di lattice ed evitate di toccarvi gli occhi e il viso (altrimenti mi maledirete per avervi consigliato questa ricetta). Mettete il tutto in un pentolone; aggiungete lo zucchero, il sale e girate con cura. Fate cuocere a fuoco lento per almeno un’ora e mezza ricordandovi di girarla ogni tanto, cosicché non attacchi sul fondo. Una volta pronta, frullatela con il minipimer, facendo attenzione agli schizzi bollenti (fanno male, ve lo assicuro). Dopodiché riponetela nei barattoli, avvitateli con tutta la forza che avete in corpo e metteteli a testa in giù. Quando si saranno raffreddati girateli, così da creare il sottovuoto per la conservazione.

Non vi consiglio di mangiarla a cucchiaiate fino a ripulire tutto il pentolone, a meno che non vogliate sfidare le vostre papille gustative.

ricetta marmellata di peroncino

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