Di macchie da interpretare ne sapeva qualcosa Hermann Rorschach, che in questa storia che stiamo per raccontare avrebbe avuto qualcosa da dire. Fra l’altro essendo svizzero, ci avrebbe messo anche una nota di neutralità che per noi italiani, cresciuti all’ombra di troppi campanili, risulta un po’ difficile. Ma veniamo a noi. In principio fu un tailleur blu con macchia bianca a richiamare l’attenzione. Incriminati il Presidente degli Stati Uniti e la sua stagista. Era una torrida estate del 1998 e quel “I did not have sex with that woman” ancora ce lo ricordiamo con un po’ di fastidio.

Notizia di poche ore fa, Barack Obama scopre di avere una macchia di rossetto sul colletto della camicia poco prima di un ricevimento alla Casa Bianca. Imbarazzo concesso. L’aver ringraziato tutti per il calore dimostrato, di cui il segno sulla camicia ne è la dimostrazione, fa impallidire una volta di più Bill Clinton e la sua magra figura, che poi magra, povera Monica, non era di certo. Ma la questione delle macchie legate a donne che hanno voluto lasciare un’impronta impertinente del loro passaggio (ops, nel primo caso l’impronta però era del Presidente…) merita una riflessione più attenta.

Cromie fedifraghe o no, sono pur sempre patriottiche, glielo dobbiamo riconoscere. C’è del blu, del rosso e del bianco. A un Presidente degli Stati Uniti, a quanto pare, non è concesso macchiarsi d’altro.