Io me la ricordo ancora, la prima macchina che ho guidato. Oh, sì, la mia piccola e vecchia Citroen C3 grigia.

Ricordo anche quando mi sono iscritta alla scuola guida, appena consentito, qualche mese prima di compiere i 18 anni. Mio fratello, sempre il solito, mi aveva detto: “non fare la sfigata e iscriviti subito, non avere la patente è una tara mentale, devi essere libera!”.

Non avevo avuto, né voluto, il motorino, ho sempre avuto tutto vicino casa, la scuola, il centro e poi c’erano i passaggi dei genitori, dei genitori delle amiche, la noia di non poter far tardi perché sempre dipendente dagli altri. Tipico quadro da teenager.

Non vedevo l’ora di quella sensazione di libertà che solo poterti muovere da sola, quando vuoi come vuoi e con chi vuoi, ti può dare. Sarà che io e Max abbiamo la stessa età e a quei tempi eravamo già fidanzati. Lui si faceva avanti e indietro da casa mia alla sua in bici, più volte al giorno (sì, un tempo era amore, ora gli chiedo di alzarsi a prendermi l’acqua e risponde con dei grugniti).

Un’altra cosa che ricordo sono le prime partenze e le prime guide, con mio fratello paziente all’inizio e una iena urlante dopo la terza volta di fila in cui facevo spegnere e saltellare la sua macchina!

Di recente sono ritornata un po’ per caso anche nel posto in cui ho guidato per la prima volta. Mio padre non mi ha portato sulle tipiche strade dritte dove tutti i genitori portano i figli, no, mi ha portato sul Ticino. Immaginatevi una strada di campagna, e fin qui va bene, e poi di botto ti guardi attorno, vedi un fiume e lui che ti dice “attraversalo su!”, e l’unico modo per farlo, con le macchine dietro che ti suonano, è oltrepassare un ponticello in pietra largo una spanna più della tua macchina. Ecco, sudavo freddo. Con lui che mi ripeteva: “non aver paura, se ha la patente tua nonna e persino tua zia, hai in mente tua zia no?, puoi prenderla anche tu!”. Che incoraggiamento!

Beh, sono sopravvissuta, un po’ come tutti, e sono passata da sfruttare le auto degli altri, la vecchia C3 di mio fratello e la sua Fiesta, ad avere, quando lui se ne è andato, finalmente la mia Toyota Yaris blu. Un topolino che mi ha accompagnato in mille avventure e mille viaggi on the road. Ci ha portati in Spagna, in Francia, in Croazia, fino in Puglia e a Napoli, e in tanti altri posti meravigliosi. Spesso con i sedili dietro abbassati e il bagagliaio, spaziosissimo, pieno di cose da campeggio: tenda, sacchi a pelo, teli, fornelletto, pentole, cibarie.

Ora però siamo cresciuti, ci siamo sposati, le esigenze cambiano, cambia tutto, ma non la voglia di viaggiare in macchina, la mia passione. Ed è ora anche di cambiare auto!

Di base le necessità son sempre le stesse, solo un po’ più in grande: che consumi poco, in primis, visto che voglio fare tanti chilometri e continuare a viaggiare senza avere troppe limitazioni economiche, che sia sicura, che sia spaziosa, visto che prevedo di fare un investimento e di tenerla per vari anni e chissà come la nostra famiglia evolverà e che, (beh, sono donna no?), sia bella!

Ecco, tutto il contrario rispetto alla mia macchina dei sogni. Dai ve lo confesso qual è: la Maserati del film Quasi Amici, ve la ricordate? Ma chi lo dice a mio marito?!

 

 

Lasciamo perdere i sogni, e passiamo dalla tipica macchinina da città, compatta e comoda, di bassa cilindrata, poco potente, a qualcosa di più adatto a una famiglia. La prima cosa che abbiamo fatto è stata una ricerca tramite automobile.it, decidendo il budget massimo e scegliendo tra le auto nuove e diesel, vista la necessità di muoversi molto sia per lavoro che per viaggio.

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Ci siamo fatti guidare nella scelta dei modelli, che poi… quanto è comodo non dover girare tra mille concessionarie, ma fare tutta la prima ricerca via computer? Automobile.it raccoglie tantissime tipologie di auto e davvero c’era l’imbarazzo della scelta. Ci è voluto un po’ di tempo per selezionare quella per noi, studiando i modelli nelle schede dettagliate del sito, tra gli optional vari che desideravamo e le caratteristiche dei veicoli, creandoci così un elenco di concessionarie precise della zona dove andare a vedere la nostra futura auto, senza sprecare il (poco) tempo tra mille indirizzi. E tra le varie possibilità abbiamo ristretto il campo a varie Ford, scegliendo alla fine una Mondeo, ovviamente familiare.

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Che poi, con un po’ di musica, sulle strade della Bretagna, magari ci sentiamo come su una Maserati!