Io e Francesca Senette ci siamo conosciute l’anno scorso per lavoro sul set del programma #mytummyway in onda su Easybaby, di cui è protagonista e conduttrice. Ci siamo piaciute subito. Francesca ti fa sempre venire voglia di sorridere, è allegra, spiritosa, puntuale, attenta ma anche forte, essenziale, sa quello che vuole e sa fare il suo lavoro, sa farlo bene.

Francesca oggi pomeriggio diventerà mamma per la seconda volta, stringerà fra le braccia il piccolo Tommaso, lo guarderà negli occhi per la prima volta, lo porgerà delicatamente alla sua sorellina Alice e al suo papà, Marcello, il grande amore della sua vita, che insieme a lei ha aspettato che si compisse questo nuovo miracolo.

Mentre contiamo le ore e i minuti prima del lieto evento ci tengo a farvi conoscere un po’ meglio la mia Francesca, quella che considero un’amica, quella che non si tira mai indietro davanti a nulla, che è una blogger di moda, una mamma, una moglie, una conduttrice televisiva, la testimonial di Intervita, fondatrice di Food&Life Onlus per un’alimentazione sana per tutti, una giornalista, una socialholic, una viaggiatrice, un’amica, una professionista, una sportiva  e tante, tante altre donne in una.

Francesca, quando e come hai iniziato a fare la giornalista?

Un po’ per gioco, un po’ per amore nel 1996. Avevo il moroso che insegnava nella palestra che frequentavo, e mi facevo 10 km per andare e 10 per tornare con mia madre che, francamente, non si dava pace. Vicino a me c’erano mille centri sportivi… possibile io dovessi proprio andare in quello? Ma lui era speciale, e io cotta come una pera. Un giorno, fra un addominale e un tricipite, parlo con un tizio editore di una rivista locale. “Fai scienze politiche?” mi chiede. E incalza “perché non scrivi della politica del nostro paese?” (a prescindere dal non-nesso fra le due cose, mi stava fornendo la scusa perfetta per andare avanti e indietro casa-palestra, no?). È iniziata così. poi conosco colleghi di altre testate, il direttore di Antenna3 Lombardia, un provino e si parte. Nel 2000 mi telefona Emilio Fede.

Qual è il ricordo più bello della tua esperienza al Tg4?

Beh, la prima telefonata resta mitica. Mi chiama sul cellulare e io gli riattacco perchè credo sia uno scherzo idiota. A parte gli aneddoti (miliardi), direi che ho avuto grande visibilità e ho migliorato l’idea (sbaragliando qualche preconcetto) che gli altri avevano di me quando ho sostituito il Direttore nella conduzione in diretta della maratona dell’11 settembre 2001. Non un bel ricordo, ma importante. Belle le tante trasferte a Cannes e a Venezia. Bella la telefonata della signora Franca Ciampi che mi faceva i complimenti per un mio pezzo, e quella della signora Lario. Bella un’intervista a cuore aperto con una ragazzina anoressica che si è davvero fidata di me e ci ha regalato emozioni forti, vere, intense. Bello che, durante i miei 8 anni al Tg4, ho (praticamente subito) conosciuto, frequentato e sposato mio marito che lavorava nel palazzo di fronte, a Publitalia. Incontrato in palestra, recidiva 😉

E quello più brutto?

La notizia in diretta dell’assassinio del piccolo Samuele, a Cogne. Non ero preparata, era un flash d’agenzia. Troppo crudo, troppo diretto. Mi si è incrinata la voce, occhi lucidi. Ho fatto fatica a rimanere composta, come ci si aspetta da una professionista anche nei momenti più delicati.

Se potessi dare un consiglio solo ai giovani di oggi che vogliono diventare giornalisti, cosa gli diresti?

Di specializzarsi in qualcosa, di scrivere di quello che davvero sanno e amano. È finita l’epoca dei tuttologi e con il web ci sono miliardi di esperti più esperti di te. Bisogna studiare, essere pronti alle critiche, saperne una più del diavolo. E avere le spalle grosse: c’è una competitività allucinante, il costo del lavoro è zero, gente in coda per lavorare gratis. Come in tanti settori, ovvio.

Moglie, mamma di Alice e quasi mamma di Tommaso, giornalista, fashion blogger, conduttrice televisiva su La7 e su Easybaby… come fai a fare tutto?

Sono una donna fortunata, sana – intanto – e con nonni vicini. Ho la possibilità di avere una collaboratrice domestica durante il giorno e cerco di organizzarmi al meglio. Corro, mi ingegno ma non mi sento superwoman. Eroiche sono le donne che, senza supporti, lavorano 8 ore al giorno attraversando la città e litigando con scioperi e mezzi inefficienti. Eroiche quelle che turnano la notte. Non chi può permettersi, come me, di andare oppure no a prendere la bambina a scuola. PS: anche il marito collaborativo è un bell’aiuto, ma su quello ci si può impegnare e ingegnare tutte 😉

Tu e Marcello siete una bellissima coppia, molto affiatata, qual è l’ingrediente segreto del vostro amore?

Ma no, nessun ingrediente segreto! L’11 giugno (due giorni fa) abbiamo festeggiato i nostri 8 anni di matrimonio e quasi 13 di convivenza. Discutiamo, ci diciamo tutto, evitiamo di lasciare che piccole cose non dette sedimentino e creino montagne poi difficili da scalare. Cerchiamo di ritagliarci qualche momento per noi, ci conosciamo ogni giorno di più e ci piacciamo anche per quelle asperità che, all’inizio, sembravano ostacoli.

Alice come ha preso l’arrivo del fratellino? Cosa non ti aspettavi o ti ha stupita del suo comportamento?

Non mi aspettavo (e mi ha reso felicissima) il suo cambiamento drastico rispetto alla pancia che cresceva. L’inizio è stato drammatico: Alice non ha mai voluto un fratello o una sorella e quando, da un paio d’anni, ipotizzavamo l’eventualità che arrivasse erano scenate e pianti. A test positivo e graduale disvelamento della Verità lei addirittura negava l’evidenza. “La pancia non c’è, la pancia non si vede, non ci sarà nessun bambino, fidati”. Insomma, molto poco incoraggiante. Poi, per magia, durante la settimana di Pasqua in Egitto complice il sole, il costume, la pancia bella in vista e i primi movimenti assolutamente percepibili… si è sciolta, poi affezionata, adesso è innamorata di suo fratello. Ma temo serva un compromesso, non credo sia amore tout court… la gelosia l’ha ereditata sicuramente da me, figurati se non esce e a breve 😉

Un progetto televisivo originale in cui racconti giorno per giorno la tua seconda gravidanza: come sta andando #mytummyway in onda su Easybaby?

Benissimo, sono molto orgogliosa di avere pensato a questo format, easy ma vicino alle esigenze di tante mamme in attesa e non solo per le primipare… io mi sono accorta, durante questi secondi 9 mesi, di avere ancora mille ansie, mille paure. Magari diverse ma importanti. Ecco, condividere emozioni e piccoli problemi, dare conforto e aprire al confronto credo sia fondamentale laddove cresce la richiesta di informazioni e la disponibilità, in rete, di notizie non schermate, non vagliate. Spesso pericolose.

Su Paper non possiamo non dare spazio alla tua avventura come fashion blogger, cosa ti ha spinta ad aprirlo e cosa racconti sul tuo blog?

Ero al Tg4 e seguivo le sfilate di moda per il telegiornale. Ma tutto durava il tempo delle due classiche settimane moda-donna e il minutaggio dedicato alle passerelle, alle tendenze, era sempre molto risicato. Allora ho aperto, per gioco, Birkin. Era il 2006/2007. Se ci avessi creduto di più, se avessi avuto qualche competenza web forse sarei fra le antesignane, fra le big blogger italiane ;-). Invece era solo mio, era uno sfogo, un rifugio, un angolo di Francesca-non-oggettiva, non-giornalista… solo quello che piaceva a me. Dopo la disavventura in Rai nel 2009 e l’anno sabbatico (del quale avrei tranquillamente fatto a meno) è diventato il mio impegno quotidiano, il mio appuntamento per non essere off con il cervello. Adesso fa parte della mia routine, cresce e mi assomiglia di più. Moda, ma anche maternity, lifestyle e food…

Quasi mamma di Tommaso, trovi ci siano delle differenze con la tua prima gravidanza? Come hai vissuto e stai vivendo questo momento magico?

Mille differenze! Per fortuna è un maschietto, così mi evito valanghe di confronti con la mia Alice… poi ho sette anni in più, ansie legate al recupero, alle energie che avrò per lui, per la famiglia, per me. Non meno paure, no. Anche perché temo di avere cancellato il file-gravidanza e anche il file-neonato dal mio cervello, e quindi mi ritrovo a non sapere che fare, come affrontare le cose… e cresce il senso di inadeguatezza, peggiorato del timore di far mancare qualcosa ad Alice. L’ultima settimana, notti insonni a peggiorare il quadro, ho frignato un po’. Saranno gli ormoni???

Progetti per il futuro? 

Tanti, ma sono scaramantica! Intanto tre mesi di vacanza (questa volta in Sardegna, vicino alla casa di mamma e papà) con il camper, la nostra casa su 4 ruote per goderci il viaggio (siamo davvero nomadi nell’anima e non ci siamo fermati mai, neppure con Alice neonata… California, Florida, Bretagna, Andalusia…), poi a settembre ripenseremo al lavoro, con tutte le incognite, ahimé, di questo momento storico complicatissimo che impone tagli e contenimenti in tutti i settori.

C’è qualcosa che non hai ancora fatto e che non vedi l’ora di poter fare?

Voglio camminare su una spiaggia coperta di neve.

Il tuo mantra è….

Per aspera ad astra!