Ci sono cose che tutti condividiamo (i bambini vanno protetti; le donne si toccano solo coi fiori; i prodotti della apple sono super cool).

Ci sono cose che tutti fingiamo di condividere (solo i bruti di tanto in tanto tirano uno scapaccione a un bambino; le donne moderne non si aspettano fiori; i prodotti Apple sono super intuitivi). E poi ci sono quelle cose che, per quanto le pensi forte, non ti senti pronto a condividere con tutti (la prossima volta che mio nipote mi scappa di mano per strada lo corco come una zampogna; se non trovi i tulipani arancio vanno bene anche le margherite; grazie Microsoft per Office per Mac).

Perché, dichiaratamente open minded e subdolamente estremisti, non possiamo assolutamente permetterci di dichiarare che l’universalmente condiviso spesso ci è inviso.

Finchè una mattina, mentre sei in ritardo e guidi disperatissimamente in affanno verso l’ufficio, costretta a un’andatura lumaca dall’ennesima biciletta traballante sul pavè, del tutto indifferente al tuo tallonamento selvaggio, ti rendi conto che il pensiero forte è pronto a trasformarsi in parola.

Sono Caterina, ho 32 anni e ODIO I CICLISTI. Tutti. Indifferentemente. Democraticamente. Eppure, conservo un pensiero speciale a quelli che:

no bici

Gareggiano nella specialità “figlio a perdere”

Identikit: Più spesso donne, esponenti doc del radical chic più spiccato, forti di capello vaporoso parrucchierato naturale, occhiale Jecky O e tacco 12, sono convinte che maternità faccia rima con sovranità. Sulla strada, sull’educazione dei propri figli, sull’invenzione stessa del concetto di genitore.

Comportamento stradale: Egocentricamente convinte che la strada come l’utero sia loro esclusiva proprietà, pur mantenendosi prevalentemente sul lato destro della carreggiata, propendono per la pedalata ondeggiante.

Caratteristica princiapale: multitasking

Optional immancabili: cellulare all’orecchio, bambino à porter, macro borsa instabilmente incastrata in micro cestino in vimini. La versione più evoluta presenta localizzazione doppia creatura fronte e retro.

Rischio: altissimo.

Arginabilità: Nessuna. Il soggetto è insuperabile soprattutto a causa delle appendici minorili e mobili.

Istinto del guidatore: Ideare qualche nuova iattura mentre lei, disinvolta, evita un’altra impalcatura.

 

Lo fanno per il pianeta. E ci tengono a fartelo presente ad ogni pedalata

Identikit: figli di papà cresciuti a pane e rombo di motori, hanno scoperto l’ecosostenibilità. E sono cambiati. In città girano esclusivamente su due ruote. Si lamentano dell’assenza di piste ciclabili, difendono la priorità delle piste ciclabili, auspicano un mondo di piste ciclabili. Almeno una volta nella vita sono stati ad Amsterdam, e non l’hanno più scordata.

Comportamento stradale: Dittatoriale. Sicuri che la mancanza di strade dedicate gli assicuri il diritto di dedicarsi ad ogni effrazione, vivono del sillogismo errato per cui la strada è un piano orizzontale, io pedalo in strada, io posso pedalare su qualsiasi piano orizzontale.

Caratteristica princiapale: Schizofrenia. Basta aspettare il weekend per sorprenderli a bordo di lussuosi SUV diretti al mare sulla barca del papi.

Optional immancabili: Bici a scatto fisso e sguardo di supponenza e disapprovazione. Non è raro vederli scuotere la testa.

Rischio: Molto elevato.

Arginabilità: Impossibile. Come funghi, sono pronti ad attaccarti da ogni parte. Nessun senso unico è sicuro, nessun marciapiede terra franca.

Istinto del guidatore: Omicida. Il darwinismo non è un’opinione e la specie in qualche modo deve evolvere.

 

Da sempre vuol dire per sempre

Identikit: Per loro la bici non è una nuova tendenza, ma una dichiarazione di appartenenza. Hanno sempre pedalato. Sotto la pioggia e sotto il sole. Si ostinano ancora a farlo anche sotto la neve. Non hanno la macchina e anzi sono orgogliosi di non avere mai posseduto una 4 ruote. Sulle tue di 4 ruote mettono però volentieri il didietro non appena si iniziano a considerare vacanze e trasferte.

Comportamento stradale: Forti dell’esperienza del vecchio lupo di mare, vantano una conoscenza della toponomastica stradale pare a quella delle proprie tasche. Dominano i contromano, cavalcano i marciapiedi, sfruttano le pendenze e i dislivelli della città. Le automobili per loro non sono altro che boe segnaletiche. Non credono nelle luci di posizioni, nei cartelli stradali, nel concetto di precedenza.

Caratteristica princiapale: Anarchia. C’erano da prima, ci saranno dopo. Pedoni, automobilisti, centauri sono indifferentemente un limite da combattere per il loro zigzagare libero e felice.

Optional immancabili: una bici che parla di vissuto. Necessariamente da uomo, necessariamente senza cestino, necessariamente anonima. E un paio di Clarks.

Rischio: Moderato.

Arginabilità: Utopica. Se non li ha fermati la grandine, l’età, lo smog, il pavè, non li fermerai tu.

Istinto del guidatore: Sopportazione. I ciclisti, come le zanzare, sono sempre esistiti.

odio per le biciclette

Le studenti

Identikit: giovani, carine, minigonnate. Perennemente distratte e ridanciane, percorrono però tratti strada ragionevolmente ridotti in modo abitudinario.

Comportamento stradale: Usano viaggiare in gruppo, in agglomerati disordinati e invasivi. Non particolarmente interessate a ottimizzare i tempi di percorrenza, sono solite ricorrere a una pedalata disordinata e disomogenea difficilmente prevedibile.

Caratteristica princiapale: Estraneità. La strada non è il loro habitat, ma una carta da parati a scorrimento rapido che fa da sfondo al loro inesausto chiacchierio.

Optional immancabili: fiori (disegnati, applicati, coltivati), girelle, pois. Dimmi che bici hai e ti dirò chi sei.

Rischio: Settoriale. La popolazione maschile rischia la morte per distrazione, in particolare in concomitanza dei dossi. Darwin continua a insegnare.

Arginabilità: Non necessaria.

Istinto del guidatore: Nostalgico.

contro-l-uso-della-bic

I turisti, gli occasionali, gli avventurieri.

Identikit: Indiana Jones dei tempi moderni, indomiti di fronte al pericolo e all’avventura. Indifferentemente maschi o femmine, uniti dalla commovente convinzione che esplorare il mondo è come andare in bicicletta. Peccato loro non ci siano mai andati/abbiano cavalcato l’ultima volta un triciclo/non capiscano la lingua/il senso di marcia.

Comportamento stradale: Scheggia impazzita. Incapaci di pedalare e pensare insieme, sono la dimostrazione vivente che l’istinto di sopravvivenza è ufficialmente estinto. Ondulanti, insicuri, indecisi, persi.

Caratteristica princiapale: spirito kamikaze.

Optional immancabili: Bike sharing.

Rischio: Geolocalizzato. Il ciclista per caso limita la propria esperienza alle zone centrali o altamente turistiche.

Arginabilità: Non applicabile. I soggetti scorrono in modo fluido dallo status non ciclista a quello ciclista.

Istinto del guidatore: (F4)Basito. L’essere umano è ancora capace di stupire con la propria assoluta mancanza di raziocinio.

 

Ci sono cose che temiamo di essere i soli a pensare e poi scopriamo essere di condivisione universale. Bando al buonismo, qui si tratta di bullismo.