C’era una volta un tempo in cui gli chef stavano nelle cucine a spadellare e non negli studi televisivi. Non so se dire meno male o peccato, ma il fenomeno Masterchef è davvero inarrestabile.I tre giudici sono andati persino alle Invasioni Barbariche a farsi torturare dalla Bignardi. Premessa: mi piace la Bignardi, a parte quando cerca di fare cambiare credo politico ai suoi intervistati, quando mette in bocca parole mai dette, quando è indisponente che ti verrebbe voglia di chiamarla in diretta e dirle “Daria, ‘mo hai proprio un po’ rotto, lascialo parlà sto povero cristo”. Mi piace quanto va in profondità nelle cose, mi piace che faccia domande diverse rispetto alle solite interviste, mi piace che istighi gli intervistati a raccontare cose particolari di loro.

Solo lei avrebbe potuto fare provare ai tre Masterchef “l’arrosto senza guardare”, ovvero delle orrende fettazze di vitello alte 3 centimetri che facevano paura persino all’Osteria dietro casa mia.

Le invasioni barbaricheCredits LaPresse

Persino Barbieri, che a me pare sia l’unico buono del gruppo, un po’ una zia bolognese con la casa che profuma tutti i giorni di tortellini, le ha detto: “mi pare proprio un mappazzone”.

E poi chi, ditemi chi, avrebbe avuto il coraggio di dire a quel figo di Joe Bastianich, che temo solo a fissarlo attraverso lo schermo della tv che mi dica “mio cane ti piscia su gamba”, che era “proprio un ciccione”, “veramente ciccione”.

Nessuno.

E a Cracco che anni fa era non era di certo figo (le avete viste le foto senza barba e capello selvaggio)? Che ti incenerisce con lo sguardo, prima di dirti un “alooora impiatta” che non c’entra niente in quel momento e a te viene solo in mente lui sulla copertina di GQ che non fila neanche di pezza la donna nuda che con un’orata in mano (sì tutte le donne portano con sè branzini, triglie e sgombri nei momenti intimi) gli s’arrampica addosso.

Ma i giudici di Masterchef ormai sono divi di questa nuova realtà, fatta di cuochi che vanno in televisione e di presentatori che vanno in cucina.

Mi piace molto come la rete amplifichi il tutto. Dopo Crozza con l’imitazione riuscitissima di Bastianich, i gruppi su Facebook si sprecano. “Vuoi che muoro?” ha 70 e passa mila fan e propone tutte le “dilusioni” di Joe, dalla famosa “questo tuo piatto sembra palla di catrame rimasta in mia gola, ora devo andare in ospedale, se no muoro!” a “Neanche mio cane mangerebbe tuo piatto”.

joe2
cracco
barbieri
Su Twitter invece imperversa Ivan, ve lo ricordate il siciliano che neanche i siciliani capivano? “Ivan di Masdergieff”. Ogni volta che presentava la sua “rigetta” le facce dei giudici lo squadravano alla ricerca di una spiegazione. Le conversazioni tra lui e Joe avevano bisogno di sottotitoli, che manco quelle tra Ingroia e Di Pietro.

Ivan Masterchef
Masterchef ha consacrato la cucina alla televisione, ancora di più che i programmi che spuntano come funghi su tutte le reti e ancora di più su Sky.