Dopo i trenta vale tutto, si prova tutto, dalle creme agli integratori, dai massaggi alla preghiera, tutti improvvisamente si meritano una chance.

Prova che ti riprova ho scoperto il Maqui, una pianta che tanti considerano l’elisir di lunga vita dei nostri tempi.

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Questa piantina dei miracoli viene dall’isola di Robinson Crusoe, situata nell’arcipelago Juan Fernandez in Patagonia, è ricchissima di polifenoli, dal grande potere antiossidante, ed è considerata un valido aiuto contro l’infiammazione cellulare.
Ormai ho 34 anni, credo le mie cellule siano letteralmente on fire, devo intervenire!

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La conferma scientifica degli effetti miracolosi del Maqui arriva nientepopodimeno che da Barry Sears, presidente dell’Inflammation Research Foundation di Boston, che nel suo ultimo libro (“La zona del futuro” Sears B., Sperling & Kupfer, 2013) ha descritto il loro potere in questi termini: “Per rallentare il processo di invecchiamento è fondamentale aumentare l’attività dell’enzima della vita. A questo proposito si può considerare eccezionale un particolare gruppo di polifenoli: le delfinidine. Si trovano soprattutto nelle bacche di Maqui che crescono spontaneamente sulle isole del remoto arcipelago Juan Fernández. O in Patagonia, nel Sud del Cile”.

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Per avere una conferma del loro enorme potenziale basta guardare le popolazioni dei Mapuche, gli indigeni del Cile meridionale leggendari per la loro altezza, robustezza e longevità. Il loro segreto? Mangiavano Maqui, ovviamente, e carne di nandù, uno struzzo selvatico.

Che l’alimentazione sia la chiave per una vita lunga e priva di malattie già si sapeva, ma a volte è bene ricordarlo. Come dichiara il Prof. Giovanni Scapagnini in un articolo uscito su Il Sole 24 Ore nel marzo 2014 “…il raggiunto stato di benessere e le scoperte della scienza e della medicina hanno via via aggiunto anni all’aspettativa media di vita delle persone. E questa è una notizia positiva. Il problema è che esse invecchiano male: vivono più a lungo, ma sono più malate. E si tratta di patologie cronico-degenerative […]. Oggi sappiamo che un elemento comune a tutte queste patologie è una disregolazione dei processi infiammatori.” Come cercare di combattere questi processi degenerativi? Ma con quello che mangiamo! “Infatti,” prosegue Scapagnini, “[gli alimenti] sono sostanze in grado di ‘dialogare’ con i ricettori delle nostre cellule, cambiando – di conseguenza – l’espressione dei nostri geni direttamente collegati con la sopravvivenza delle cellule stesse, con la sopravvivenza dei tessuti e, di conseguenza, con il benessere dell’intero organismo.”

Un aiuto prezioso proviene dagli antiossidanti: riducono lo stress ossidativo e contemporaneamente stimolano il sistema di difesa del nostro corpo.

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E qui ritorniamo a parlare dei nostri cari polifenoli, sostanze presenti soprattutto nella frutta e nella verdura colorate, che hanno numerose proprietà benefiche. Per prima cosa sono potenti antiossidanti: ribes, mirtilli, fragole, lamponi e more contengono un’alta quantità di polifenoli, ma è il Maqui il frutto che vanta la maggior concentrazione. Inoltre, l’assunzione dei polifenoli aiuta a modulare l’infiammazione cellulare in maniera quasi immediata, nel giro di qualche ora. Sono anche importantissimi nella prevenzione delle patologie legate all’invecchiamento: attraverso l’attivazione del cosiddetto “enzima della vita”, l’AMPChinasi (AMPK), facilitano lo sviluppo di energia dai grassi, riducono la sintesi del colesterolo e migliorano il flusso sanguigno.

Il Maqui è dunque energia allo stato puro, e per godere dei suoi benefici è possibile ricorrere a un integratore. Lo consiglia lo stesso Giovanni Scapagnini: “Nelle situazioni in cui l’apporto di micronutrienti non è adeguato, gli integratori alimentari possono essere di aiuto per contrastare i danni dello stress ossidativo e proteggere la funzione cellulare”.

Ovviamente l’assunzione di questi frutti non è certo sufficiente: per prevenire malattie quali il diabete di tipo 2, l’Alzheimer e l’artrite, o le patologie cardiovascolari e respiratorie, bisogna seguire una dieta antinfiammatoria. Per prima cosa vanno limitati i carboidrati bianchi come pane, pasta, riso e patate. Poi bisogna mangiare almeno 5 porzioni al giorno di verdure senza amido, come i broccoli, e vanno consumati esclusivamente grassi buoni (olio di pesce e olio extravergine d’oliva). E per completare al meglio la dieta, mangiare poca frutta, ma ‘giusta’, e arricchire l’apporto di polifenoli con un integratore (Maqui RX), dal momento che questa “bacca magica” cresce solo in Patagonia.