Benvenuto maggio e benvenute cose nuove, perché maggio è sempre stato il mese in cui risvegliarsi dal torpore invernale.

Sarà che la prova costume è alle porte, e che è giunta l’ora del detox e di folli circuiti ad alta intensità, intermezzati dalle corse al parco e dalle lezioni di yoga su YouTube la mattina, sopra un materassino rosso disteso con nonchalance in mezzo al salotto, mentre la mamma ti osserva allibita bevendo il suo caffè latte; sarà che mi piace vedere di nuovo i rami degli alberi adornati da fragili foglie verdi, come se stessero indossando il loro abito migliore per accogliere una qualche occasione importante, e i balconi con i vasi colmi di fiori, anche se questa ossessione per i gerani rossi e bianchi non l’ho mai capita (per me il must-have della primavera-estate rimangono sempre le ortensie); sarà che svegliarsi in compagnia di una scrosciante pioggia non è che mi dispiaccia poi un granché, perché so che in un attimo potrebbe uscire un tiepido Sole, così come la giornata potrebbe stupirmi e meravigliarmi con molteplici istanti diversi, e io adoro meravigliarmi per le piccole cose; sarà quel che sarà, in ogni caso, benvenuto maggio.

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Il profumo delle fragole al mercato e dell’erba bagnata dalle gocce di pioggia; dormire tanto e sempre di più, perché quando arriva la primavera, si sa, siamo tutti un po’ più assonnati; la frittata con gli zucchini e la menta; le culottes bluette con una canottiera a righe orizzontali; gli occhiali da Sole tondi e un paio di Stan Smith bianche; le passeggiate improvvisate, quando esci dall’università e non hai voglia di tornare a casa, perché ormai il divano e la coperta di lana hanno perso tutto il loro fascino.

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Il seitan fatto in casa, perché non importa se siamo onnivori, vegetariani, vegani, crudisti, fruttariani o qualunque sia la filosofia salutista che avete adottato. L’importante è non perdere mai il desiderio di scoprire sapori lontani dalla nostra tradizione, di sperimentare ricette provenienti da paesi lontani e da culture che non comprendiamo fino in fondo, perché siamo troppo pigri per conoscerle. Il seitan fatto in casa, per assaporare la diversità e lasciarsi stupire anche da essa.

LA RICETTA

Ingredienti:
• 1kg di farina integrale (di grano o di avena)
• 650ml di acqua
• Una cipolla
• Due carote
• Una gamba di sedano
• Germogli di soia
• Salsa di soia (o curcuma)

Preparate il brodo vegetale con l’acqua, la cipolla, le carote, il sedano, i germogli e la salsa di soia. Mentre il brodo si raffredda, versate la farina in un ampio contenitore e formate la classica fontana. Dopodiché versate poco per volta il brodo e mescolate il tutto, fino a quando non otterrete un impasto abbastanza consistente (tanto per rendere l’idea, dev’essere più duro di quello per la pizza). Mi raccomando, impastate per bene e con vigore così nel mentre consumate anche un po’ di calorie, che non fa mai male. Ricoprite l’impasto con l’acqua e riponetelo in frigo. Lasciatelo riposare per almeno 24 ore, ed ogni tanto cambiate l’acqua, all’interno della quale si sarà sciolto l’amido. Scolate l’impasto con un colino a maglie strette, formate delle palline, risciacquatele e strizzatele una per volta, così da far fuoriuscire l’amido rimasto.

Dopo aver sporcato il lavabo della cucina manco foste a Masterchef, otterrete del seitan al naturale, da conservare in frigo fino a un paio di giorni, e da declinare in tutte le ricette che desiderate. Io, nel dubbio, ho fatto le polpette.

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