La calura di un mezzogiorno siciliano, quella nebbiolina che crea sulla linea dell’orizzonte una sfumatura di colore diverso da quella del mare, il rumore delle onde che si rincorrono formando giochi di schiuma sulla battigia, il profumo dei ricci di mare e il sapore di un bicchiere ghiacciato di vino bianco dell’Etna.

Mi sono sentita così ieri sera mentre ascoltavo rapita Luca Zingaretti dare voce e corpo a un testo meraviglioso di Tomasi di Lampedusa, La Sirena.

E se per tutti noi Luca è Montalbano e il rischio di finire nello scimmiottamento del commissario era dietro l’angolo, Zingaretti ha dimostrato di essere (e chi aveva dubbi!) un grandissimo interprete. Non era la prima volta che si cimentava nella lettura di questo racconto e sono stata molto felice di poterlo finalmente ascoltare.

Da solo, su un palco completamente buio, con un leggìo davanti e un occhio di bue che lo illuminava. Il tempo scandito dalla musica di una fisarmonica, che ha trovato il suo spazio nelle pause della narrazione, e ci ha trasportato ancora di più in quell’atmosfera tipica del nostro amato sud.

Meraviglioso #LucaZingaretti che legge La Sirena di Tomasi di Lampedusa #FrancoParenti #teatro

Una foto pubblicata da Paola Toia (@paolatoia) in data:

Il silenzio nella sala del Teatro Franco Parenti di Milano era al massimo, gli occhi fissi sul lettore, che ha giocato di contrasti tra nord e sud, tra i due personaggi, Paolo Corbera, un giornalista della Stampa, amante delle donne, e l’illustre professore Rosario La Ciura, amante del greco e dell’antichità, alienato dal mondo. Entrambi siciliani, si incontrano a Torino, dove si sono trasferiti, in un bar di via Po e poco alla volta Corbera impara a trattare con il carattere spigoloso e apparentemente solitario dell’umanista, fino a che i due diventano amici.

Zingaretti ha interpretato magistralmente sia il giovane Corbera, latin lover mollato da entrambe le sue donne, sia La Ciura, un uomo che sembra incattivito e arrogante e risulta invece surrealmente ironico.

Un’ora e un quarto di spettacolo e più di cinque minuti di applausi ininterrotti sia per Luca Zingaretti che per Fabio Ceccarelli, alla fisarmonica.

E per me, un’appassionata di Montalbano, non poteva che essere una serata bellissima.