Me la ricordo quella notte. Si è sentito fin dalla provincia di Milano, dove abito.
Chiudendo gli occhi mi sembra di rivivere quei momenti, mi ricordo di essermi svegliata e di non aver capito cosa stesse succedendo, di essermi girata dall’altra parte nel dormiveglia e di aver continuato a dormire.

La mattina dovevo andare a Bologna, per un battesimo.

Siamo stati indecisi per un po’, nonostante le notizie che arrivavano dalla televisione, dalla radio e da Twitter dicessero di non avvicinarsi, siamo partiti.

Non ci siamo resi conto di niente, in provincia di Bologna era tutto normale, solo qualche piccola scossa durante il pranzo del battesimo, ma niente di preoccupante.

Il terremoto è arrivato così, senza preavviso, a distruggere vite, amori, amicizie. In quella frazione di secondo, alle 4:03 della notte del 20 maggio 2012, tutto è cambiato e ha lasciato nel cuore degli emiliani un segno che non può più essere cancellato. Tutto è tremato, case, scuole, chiese, aziende. Quelle aziende venute su con il sudore e la fatica. Anni di lavoro cancellati in un secondo.

E poi di nuovo, la mattina del 29 maggio, quando alle 9 splendeva un meraviglioso sole che non dava alcun indizio di quello che sarebbe successo. Il terremoto è tornato a inghiottire 28 persone e a lasciarne 45 mila senza casa.

Modena, Bologna, Reggio Emilia e Ferrara.

È passato un anno e il dolore è ancora forte.

L’Emilia Romagna ha finalmente avuto i 10 miliardi di euro chiesti per ricostruire. Ci vorrà tempo, molto tempo, per ridare un futuro alle aziende colpite, per ridare una casa e i sogni a chi ha perso tutto quello che aveva.

E si può dire tutto di noi, ci possono associare ai politici, alla mafia, al bunga bunga o a quello che vi pare. Ma la cosa più bella dell’italiano è che sa risollevarsi. L’italiano rinasce. L’italiano si rimbocca le maniche e stringe i denti. E a un anno dalla tragedia, con le immagini delle macerie e del dolore ancora negli occhi, nonostante qualsiasi tremolio scateni la paura, l’Emilia non ha paura della fatica ed è pronta a lottare per rialzarsi.