La prima volta che sono capitata sul blog di Enrica Tesio (Tiasmo. Prima o poi l’amore arriva. E t’incula.) non ho letto nessun post e ho chiuso tutto.
Mi capita di essere snob.
Nei suoi confronti lo sono stata.
Per via del titolo.
“Ecco qua, un’altra femmina arrabbiata con gli uomini. L’amore è una merda. Povera me tapina”.
Pensai.
“Oddio, c’ha pure due figli. E vai col valzer delle cacche, dei rigurgiti e dei beate voi senza figli che fate quello che vi pare”.
Pensai.
Mi capita di essere snob.
È una cosa che ogni tanto mi salva.
E ogni tanto mi fotte.
In nessuno dei due casi, però, mi inibisce del tutto dal tornare a guardare da vicino l’oggetto del mio sprezzante snobismo.
Sono tornata sul blog di Enrica Tesio, ho letto tutti i post e ho tenuto la finestra aperta.
Mentre le scrivevo un messaggio per dirle:
“Ciao, perdona il messaggio da invasata. Ma il tuo blog mi piace tantissimo. Anche se non sono mamma e, normalmente, i blog scritti da mamme mi annoiano a morte. Ciao”.
Da lì alla dipendenza da Tesio il passo è stato breve.
Come non mi era mai successo manco per un fidanzato.
Da lì a diventarci pure amica, di ‘sta Tesio, il passo è stato brevissimo.
Al punto che boh, forse abbiamo fatto anche il liceo insieme ma non ce lo ricordiamo.
Da lì ad avere l’onore di leggere il suo libro in anteprima il passo è stato “Ammazza, che bello essere amica della Tesio”. (Il suo libro, che voi potete leggere non in anteprima dal 17 febbraio, si intitola La verità, vi spiego, sull’amore, Mondadori).
Insomma, io ora potrei mettermi qui e scrivere cinque pagine secche per raccontarvi le meraviglie di questa donna, del suo blog, del suo libro, del perché io non la consideri una mamma blogger, del perché io continui a leggerla pur non avendo figli, del perché con lei si rida, si pianga, ci si incazzi, si cazzeggi, ci si faccia i film, si sospiri e si galleggi.
E di come fare tutto questo sia molto bello.
Ma non lo farò.
Perché le robe che scrive parlano benissimo di lei.
E di quanto è brava.
E allora leggete il suo blog.
E comprate il suo libro.
Quello che ho fatto, invece, è stato farle delle domande.
Una domanda su chi è.
Una domanda sul blog.
Una domanda sul libro.
17 domande sulla vita in generale.
Quelle che io faccio per conoscere meglio qualcuno.
Per farvela conoscere, ‘sta Tesio amica scrittrice.

  • 1. Chi sei?

Enrica, femminile, decisamente plurale.

  • 2. Perché hai aperto un blog?

Per spiegarmi e spiegare i motivi di una separazione. L’ho fatto per due post credo, poi son passata ad altro.

  • 3. Di cosa parla il tuo libro?

Parla di una separazione, dell’amicizia tra donne, di figli e di genitori, parla di gente che sta al mondo da troppo poco per avere delle risposte sulla vita. Una vita media è davvero troppo poco per trovare delle risposte, se ci pensi.

  • 4. Qual è la cosa che ti piace di più fare coi tuoi figli?

Farmi prendere in giro.

  • 5. Quando eri piccola lo scrivevi un diario segreto?

Non proprio. Riscrivevo delle storie conosciute, tipo Cenerentola, e le illustravo, ritagliavo Tv Sorrisi e Canzoni, appiccicavo facce. E poi inventavo canzoni. Orrende a quanto mi dicono.

  • 6. Cosa canti mentre vai in bicicletta?

Vado forte con Maledetta primavera.

  • 7. Quando fai il bagno in mare, metti la testa sott’acqua?

Assolutamente sì. Ho imparato a nuotare bene, stile, rana e compagnia bella, alla tenera età di ventotto anni. Ora sono davvero parecchio brava.

  • 8. Che merenda facevi durante l’intervallo alle elementari?

Ho questo ricordo di latte e biscotti che ci davano direttamente a scuola, buonissimi.

  • 9. Puoi vivere per ventiquattro ore la vita di un altro. Chi sceglieresti? Perché?

Un ragazzino adolescente, credo che sarebbe molto interessante e istruttivo.

  • 10. Elenca i nomi di tre città che vorresti visitare nei prossimi tre anni.

San Francisco con amici, Parigi con i miei figli, Venezia da sola per riscoprirla.

  • 11. Descrivi la tua domenica pomeriggio tipo.

Bambini, stazione a vedere i treni, merenda, bagno, noi.

  • 12. Se ti costringessero a buttare tutti i tuoi libri e potessi tenerne solo uno, quale sarebbe?

Le Fiabe Italiane curate da Calvino.

  • 13. Se potessi scegliere quanti anni avere per tutta la vita, quale età sceglieresti? Perché?

La mia, prima di avere i figli è impensabile, dopo averli avuti questo è l’anno migliore.

  • 14. Se ti dicessero che devi rinunciare a uno dei cinque sensi per conservare per sempre intatti tutti gli altri, a quale rinunceresti? Perché?

Per esclusione il tatto, che comunque m’è sempre un po’ mancato.

  • 15. Hai mai pensato a come uccideresti uno che ti sta sulle palle? Se sì, perché sceglieresti proprio quel modo per ucciderlo?

Ci penso adesso. Lo ucciderei di noia, raccontandogli male barzellette brutte, io odio le barzellette.

  • 16. Qual è il tuo personaggio preferito de Gli Aristogatti?

Non posso che scegliere Duchessa, mamma single, milf. Alla fine si mette con il più fico del Colosseo.

  • 17. Preferisci le fragole o le ciliegie?

Ciliegie.

  • 18. Ti capita mai di immaginare il tuo funerale? Se sì, come lo immagini?

Certo che sì, con tutti gli uomini della mia vita disperati. Uno suona la mia canzone preferita, uno legge il discorso, l’altro dice messa perché si è fatto prete per il troppo dolore. Ma comunque io non sono morta alla fine, era tutto uno scherzo.

  • 19. Come ti immagini i tuoi figli, tra dieci anni?

Non lo riesco a fare, di guardare avanti, i miei figli sono qui e ora.

  • 20. Cosa vuoi diventare da grande?

Voglio diventare la nonna de Il Tempo delle mele.