C’era una volta un mondo dove avevi la facoltà e il potere di dirti addio, di lasciarti e di non rivederti mai più, un mondo dove potevi perfino sperare di non avere più sue notizie se nessuno, magari solo dopo anni, ti raccontava qualche aneddoto mai confermato che lo riguardava e che comunque risuonava solo come un lontano eco inverosimile…c’era una volta un mondo senza social network…

È appena uscita su tutti i giornali una sensazionale notizia che riporta una di quelle incredibili scoperte che solo “il team” di espertoni della University of California, dopo quattro mila miliardi di analisi ed altrettante cavie umane martirizzate, potevano fare: quando l’amore finisce si sta di merda, e ora che viviamo perennemente sotto i riflettori dei social network, ebbene sì, si sta di merdissima.

Perché? Perché non c’è scampo dal proprio passato, perché non c’è modo di lasciarselo alle spalle, perché rimane sempre lì, presente, invadente, ossessionante: il suo ultimo taglio di capelli su Facebook, il suo retweet che vale più di mille parole su Twitter, quell’espressione lasciva su Instagram… ”Cos’avrà voluto dire?! Lo sta facendo apposta?! (No, fattene una ragione). E quella sullo sfondo chi è?! Cosa ci fa a casa sua?!”.

Ah ma attenzione donne, la ricerca dell’Universitona made in USA parla chiaro: per  ”depurare’‘ i social network dei ricordi senza stare male, definirsi ”single” aiuta un casino.

Qualunque sia l’atteggiamento scelto, il consiglio è quello di cambiare il prima possibile lo status di relazione in ”single”.

Secondo la ricercona “mai più senza” cambiare lo status sarebbe la svolta, perché aiuterebbe ad avere un punto fermo da cui ripartire.

Certo, perché non è che una prima di mettersi “single” si fa trentamila paranoie più una, no eh?!

È più che ovvio che cambiare il proprio status è idealmente corretto, ma non è certo una cosa che si può fare così alla leggera: troppo presto potrebbe palesare a tutti la propria pietosa sofferenza ostentata, troppo tardi potrebbe lanciare un messaggio che magari non vogliamo assolutamente dare… ma soprattutto, possiamo credere per più del tempo necessario a leggere questa frase che serva a qualcosa cambiare il proprio status?!

Pare inoltre e anche qui reggetevi forte perché permettetemi di dire che ci troviamo di fronte a una notizia, che metterei alla pari solo con la scoperta che fece la chimica Ida Noddack che nel 1934  ipotizzò per  la prima volta la fissione del nucleo, secondo cui almeno per un pò, è meglio non avere alcuna interazione con l’ex partner anche se, e qui viene il pezzo fortissimo, si è deciso di non rimuoverlo dalle amicizie.

Gli autori dello studio propongono alla fine di fare un ”vaso di Pandora” virtuale, nel quale inserire tutte le foto, le email e i ricordi relativi alla persona di cui si era innamorati.

Ah cari, carissimi, espertoni della California, quanto vorrei che questo bastasse! Se bastasse mettere le foto dentro a una cartella per convincere il proprio cuore che chi vogliamo non ci vuole più, che quel suo sguardo che sembrava solo per noi è di tutte, che quel posto che pensavamo fosse solo nostro non ha alcun valore, che quel nomignolo che non avevamo detto a nessuno ora è diventato una battuta fra gli amici.

Forse possiamo nasconderci dai social media (ho detto forse), resistendo strenuamente alla curiosità di entrare nella sua vita senza farci vedere, soffrendo come cani, facendo inconsciamente finta di farne ancora parte, per leggere, per interpretare, per cercare le risposte che non troveremo mai, forse.

La verità però è una ed è banale come lo era nel Medioevo: non c’è modo di sfuggire a noi stessi, al nostro amore e al nostro dolore.

Non c’è chiodo scaccia chiodo, non c’è alibi, non c’è assoluzione, non c’è soluzione e soprattutto, purtroppo, non c’è cartella abbastanza profonda in cui seppellire i propri ricordi.

Dire che non riusciamo a liberarci di qualcuno solo perché non riusciamo a liberarcene sui social è una scusa molto utile e quasi credibile a cui aggrapparci quando non sappiamo come gestire una sofferenza su cui non abbiamo in realtà alcun controllo.

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