Una donna rischia di essere accusata di “crimini contro l’umanità” per aver fatto sparire le prove di un furto messo a segno dal figlio. Che sarà mai, uno si chiede. Mah, si trattava solo di quadri di Picasso, Monet e Matisse che la signora scrupolosa ed eccessivamente protettiva avrebbe bruciato nel forno di casa. Quando si dice merce che scotta.

E in estate sembra scottare tutto un po’ di più, la sabbia sotto ai piedi, il sedile dell’auto, le spalle dopo una giornata in spiaggia, le relazioni extraconiugali e la ‘nduja. I furti aumentano, di qualunque genere siano, complici le vacanze, le alte temperature, le case vuote e le tasche pure.

Certo, se persino LUI si è scomodato, dedicandogli il settimo posto nella sua personale classifica dei “non si deve”, un motivo ci sarà. Anche se in una rivisitazione napoletana del decalogo sacro “n’arruba’” sale vertiginosamente al secondo posto, subito dopo “nun rompere ‘o cazz’” (come non essere d’accordo).

decalogo-napoletano

Voi avete mai rubato qualcosa di serio? Io sì, lo ammetto. Ho rubato qualche cuore, ma poi l’ho sempre riconsegnato alla fine della relazione. Ho rubato poche volte la scena e in quel caso me la sono tenuta e vaffanculo. Ho rubato battute, posti al cinema e frasi di bocca. E ogni volta, devo essere sincera, non mi sono sentita così colpevole. Sarà che non ho fatto mai grandi danni.

In questa estate 2013 (o come aveva detto genialmente qualcuno duemilaecredici) vedo ladri di ogni genere senza vergogna che di danni invece ne fanno, se non altro alla mia sensibilità. Sarà il periodo di indigenza socio-politica-culturale, sarà che con l’età e il caldo sono diventata più intollerante, fatto sta che quanto mi fanno girare le palle questi non lo posso nemmeno quantificare.

Cominciamo dai ladri di decenza, che dire di quelli. Lombroso aveva ragione e Darwin purtroppo aveva torto. Calderoli ne è l’esempio. La sua performance da primato (o primate) di imbecillità con il ministro Kyenge ne è la conferma. Per mettersi al riparo da furti come questi c’è solo il cambio di nazionalità, ahinoi. E i ladri di libertà? Il furto più indecente che si maschera dietro a un “non lo sapevo” di un maschio per nulla alfa. Oppure i ladri di parole importanti come “indignazione” che abbassano la serranda invece di alzare il tiro.

gabbie-uccelli

Ma i ladri più rappresentativi della bella stagione sono certamente quelli di mogli e mariti, dei quali non mi sono mai preoccupata troppo, sarà che non sono sposata. LUI l’ha messo al nono posto nei suoi “non si deve”, considerandolo forse meno grave dei ladri di diottrie del sesto cui è strettamente legato. Comunque sia, l’estate porta a macchiarsi di furti di questo genere. In alcuni casi si potrebbe addirittura parlare di abigeato, dipende da chi vi siete messi in casa. E il miglior antifurto qui è lasciare la gabbia aperta. Tutte le sere leggetevi questa poesia di Jaques Prévert e, parola mia, ne beneficerete anche per il resto dell’anno.

Per fare il ritratto di un uccello

Anzitutto dipingere una gabbia
con la porticina aperta
dipingere quindi
qualcosa di grazioso
qualcosa di semplice
qualcosa di bello
qualcosa di utile per l’uccello
appoggiare poi il quadro ad un albero
in un giardino
in un bosco
o in una foresta
nascondersi dietro l’albero
silenziosi
immobili..
A volte l’uccello arriva presto
ma può anche impiegare degli anni
prima di decidersi
Non scoraggiarsi
attendere
attendere se è il caso per anni
la rapidità o la lentezza dell’arrivo
non ha nessun rapporto
con la riuscita del quadro
Quando l’uccello arriva
se arriva
osservare il più profondo silenzio
aspettare che l’uccello entri nella gabbia
e quando è entrato
chiudere dolcemente la porta col pennello
poi cancellare una dopo l’altra tutte le sbarre
avendo cura di non toccare nessuna piuma dell’uccello
Fare quindi il ritratto dell’albero
scegliendo il ramo più bello
per l’uccello
dipingere anche il verde fogliame e la frescura del vento
il pulviscolo del sole
e il fruscio delle bestie dell’erba nella calura estiva
e poi aspettare che l’uccello si decida a cantare
Se l’uccello non canta
è cattivo segno
segno che il quadro è sbagliato
ma se canta è buon segno
segno che voi potete firmare
Allora strappate con tanta dolcezza
una piuma all’uccello
e il vostro nome scrivete in un angolo del quadro