Svegliarsi la mattina, con il profumo degli aghi di pino, delle piante di lavanda non ancora fiorite, con l’aria fresca e pulita delle prime ore della giornata, distendere lo sguardo intorno e non vedere nient’altro che verde e laggiù, in fondo, uno spicchio di mare blu che vuole confondersi con il cielo.

L’unico rumore è quello dell’acqua che scorre in un rigagnolo e degli uccellini mattinieri che giocano volando da un ramo all’altro.

I vigneti bassi, che danno vita ad un vino dal colore rosato che ricorda l’estate e gli aperitivi sul lungomare, le colline che cambiano colore a seconda della stagione, la luce calda e il sole alto nel cielo terso della primavera.

I paesi arroccati e gli angoli tipicamente francesi, con i fiori sui davanzali ordinati, le tende in pizzo, le serrande dai colori pastello.

Sulla linea del mare si susseguono uno dietro l’altro paesini con case dipinte di rosa o con i mattoncini a vista, omogenee, come se facessero parte della costa.

Le piazze dove all’ombra degli altissimi platani dal tronco chiaro gli anziani giocano alla petanque, ridendo e chiacchierando tra loro.

I mercati, coloratissimi e profumati, di qualcosa che ricorda le baguette, portate sotto l’ascella alla francese, le olive speziate tipiche della zona e i saponi che sanno del bucato della nonna.

I cestini in paglia al braccio delle signore, dai quali ciuffi di prezzemolo e insalate selvatiche spuntano ribelli.

Le maglie a righe bianche e blu, indossate a tutte le età.

Fermarsi a bere un pastis prima di cena in un tavolino di un café all’aperto.

Camminare tra i vicoli, quando il sole scende e lascia spazio a notti piene di stelle.

Questa per me è la primavera in Provenza.

Saint Tropez
Ramatuelle
Port Grimaud
Olive
Ferme d'Audrac
Entreveux