Ho pensato due cose ieri sera, quando sudata e con i piedi gonfi e doloranti sono uscita dal concerto di Jovanotti.

La prima: come c@**o ha fatto sua moglie a tradirlo?

La seconda: OH MIO DIO.

Ecco, Jova ieri sera a San Siro è stato meraviglioso con il suo “Backup Tour – Lorenzo negli stadi“.

976859_10151634460729322_590523911_o

2 ore e 40 di adrenalina pura. 2 ore e 40 da togliere il fiato, tanto abbiamo cantato, saltato, ballato. 2 ore e 40 terminate con un urlo dopo essersi esibito sulle note di “Io penso positivo”: “Io lo sento, e voglio dirlo, ce la possiamo fare!”.

Un mix dei suoi successi storici e delle canzoni degli ultimi anni, da Ciao Mamma a Tensione Evolutiva, da Serenata Rap a La mia moto a Ora, che ha creato un coro di Ooooh che sono proseguiti anche all’uscita nella calda notte milanese.

Un mostro da palco Lorenzo, che a 47 anni salta ininterrottamente, nei suoi cambi d’abito firmati Diesel, uno più assurdo, colorato e divertente dell’altro.

1009363_10151639958329322_188528940_o

Sembra non sentire l’afa di San Siro, canta, senza interrompersi mai, prendendo l’energia enorme che arriva dalle 80 mila persone che riempiono lo stadio, in una serata di sold out completo.

Il pubblico va dai più piccoli, bambini di 5 o 6 anni, a persone mature, ma nessuno rimane seduto. Come mi ha fatto notare un amico, gli accendini non esistono più, ma le luci dei flash, come delle lucciole nella notte buia, rendono San Siro più viva che mai.

Il palco, che si snoda per 600 metri e che il Jova percorre un centinaio di volte, correndo, lo porta fino al centro del prato, sempre più a contatto con i fan. A un certo punto prende una bandiera con disegnato uno smile grande, rotondo, pieno della positività che traspare dalle sue canzoni, e corre per tutto il palco, facendola sventolare.

“È una notte come tutte le altre notti

È una notte con qualcosa di speciale

Una musica mi chiama verso sé

Come acqua verso il mare

Vedo un turbinio di gente colorata

Che si affolla intorno a un ritmo elementare

Attraversano la terra desolata

Per raggiungere qualcosa di migliore”

La notte dei desideri. Come recita una delle canzoni più riuscite dell’ultimo album.

Oltre a ballare, sono tantissimi i momenti romantici, con immagini meravigliose da tutto il mondo sui maxi schermi e le sue storiche canzoni d’amore, recitate come se fossero poesie.

E durante una di queste una dedica, bellissima, fatta in modo scanzonato con quel sorriso sornione, “ai miei amori, Francesca e Teresa, mia moglie e la mia figlia”, con l’articolo, come dicono i toscani.

1008335_10151656355754322_1122320234_o

Alla fine commosso, abbracciato a quello che definisce suo fratello, Saturnino, e alla sua band, ringrazia, nel suo completo oro, ma proprio non riesce a scendere dal palco. Le mani fanno male tanto abbiamo applaudito, senza sosta, un Lorenzo che nel suo metro e 90 e nelle sue gambe lunghe lunghe sembra un ragazzino, rimasto senza parole tanta è l’emozione. E anche quando le luci sono già accese e la folla inizia a uscire resta e ringrazia, continuamente, perché “ogni giorno c’è una prima volta e questa è la mia prima volta a San Siro”.