I primi temporali d’agosto hanno riempito il giardino di casa mia al lago di lumache. Mio figlio è un appassionato del genere, ne avevo già parlato in un altro post.


E così, una mattina, sono stata costretta ad andare a caccia di gasteropodi cui far rientrare le antenne col ditino. Quanta crudeltà. Occhio a terra a scrutare i fili d’erba sperando di non sentire “scretch” sotto alla scarpa e, con mia grande sorpresa, ci siamo imbattuti in decine e decine di lumache che facevano all’amore. Mai viste prima. Fra l’altro vedere questi invertebrati avvinghiati, sapendo che sono portatori di doppio sesso, mi ha fatto un certo effetto e ho deciso di fotografarle.

Le due che ho immortalato sembrano persino baciarsi in una posa alla Doisneau. Manca l’Hotel de Ville sullo sfondo, ma c’è la stessa poesia. Apparentemente, perché nel sesso delle lumache di poesia ce n’è poca. Intanto i due sessi si compenetrano, ma fin qui poco male. Si potrebbe addirittura pensare di godere doppio. E a noi donne finalmente sarebbe data la possibilità di capire cosa prova un uomo durante l’orgasmo, visto che per lui sembra tutto più facile e per lui sarebbe più facile capire quando lei finge.

La cosa che sconcerta è che la parte femminile (di entrambe le chiocciole) è dotata di uno stiletto calcareo (una specie di tacco a spillo, per non smentirci come genere) che, dopo il corteggiamento, viene conficcato nell’altro, lacerandolo visibilmente. Per gli amanti del genere può anche starci. Io passo, per quanto un po’ di prepotenza nell’essere posseduti possa essere eccitante. Comunque la lumaca che c’è in me è più come quella raccontata in maniera geniale da Alessandro Boffa nel suo Sei una bestia, Viskovitz che quella reale. E al sesso ci penserei, ma con moderazione.

robert doisneau sesso dellelumache

Il sesso? Non sapevo neanche di averne uno. Figuratevi quando mi dissero che ne avevo due.

“Noi lumache, Visko”, mi spiegarono i miei vecchi, “siamo ermafroditi insufficienti…”.
“Che schifo!”, strillai. “anche noi di famiglia?”.
“Certamente, figliolo. Siamo in grado di svolgere sia la funzione maschile che quella femminile. Non c’è nulla di cui vergognarsi”.

Niente vergogna, ma che bisogno c’è di pugnalarsi dopo il corteggiamento?