Mi sono imbattuta in questa traccia:

“Cosa fare per vivere fino a cento anni”.

Mi ci sono imbattuta e avrei dovuto svilupparla.

Inutile dirvi che non mi è riuscito affatto farlo.

Un po’ perché io di anni ne ho solo ventisette e il pensiero di raggiungere le tre cifre è tanto lontano da essere impensabile.

E un po’ perché, in realtà, io neanche lo so se mi piacerebbe vivere fino a cento anni.

Voglio dire, i cento anni prolifici e brillanti di Rita Levi Montalcini, mica capitano a tutti, no?

Io bevo alcool, fumo, mangerei il cioccolato fondente anche per cena e il massimo dello sforzo fisico che faccio è attaccare e staccare la spina del computer.

Quindi, onestamente, quante speranze ho di arrivare a cento anni?!?

E allora ecco, la mia mente un po’ annebbiata dall’afa, ma non del tutto sopita, ha nascosto ma non eliminato questa traccia e ha optato per modificarla leggermente.

Il risultato di un torridissimo sabato pomeriggio di riflessioni è questo:

15 + 1 Motivi per cui vale la pena vivere fino a cento anni (o giù di lì)

1. I baci. Quelli che ti fanno scordare come ti chiami, dove sei e dove, probabilmente, sarebbe meglio che tu fossi. Quelli che durano ore. Che ti lasciano senza respiro. Con le labbra rosse.

2. Il mare. Il primo bagno della stagione. E anche l’ultimo.

3. Gli abbracci. Quelli in cui il tuo cuore rimbomba. E in cui ti senti te stesso. Anche se non ci stai capendo niente di niente e tutte le tue prosperose rotondità sono schiacciate in quella presa sicura e accogliente.

4. Svegliarsi la domenica mattina e restare nel letto a leggere.

5. Gli sguardi. Quelli di chi ti vede. Quelli di chi non chiede. Quelli di chi potrebbe guardarti per ore senza parlare. Quelli di chi non si dimentica mai di guardarti.

6. Il profumo dei gelsomini d’estate.

7. Gli amici. Quelli con cui esci che c’è il sole e torni che c’è ancora il sole. Quelli con cui l’ultima birra non è mai l’ultima. Quelli con cui puoi ballare, saltare, piangere, ridere, stare in silenzio, urlare. Anche nella stessa serata.

8. Il cioccolato quando sei triste. Il cioccolato quando sei felice. Il cioccolato come unico e insostituibile compagno di vita.

9. I messaggi che ti lasciano con la faccia ebete, guardando lo schermo.

10. Le persone che prima di dirti come stanno loro ti chiedono come stai tu.

11. Le persone che quando ti chiedono come stai ascoltano la risposta prima di dirti come stanno loro.

12. Gli incontri inaspettati. Quelli che fai quando hai i capelli sporchi, il trucco sbavato e le occhiaie ma che sono talmente belli da farti dimenticare di avere i capelli sporchi, il trucco sbavato e le occhiaie.

13. Le pedalate in bicicletta con la musica a palla.

14. I risvegli del giorno dopo. Quelli in cui ti mancano troppe ore di sonno. Quelli in cui l’imbarazzo è il terzo incomodo nel letto. Ma che ti fanno venire le farfalle nella pancia.

15. Scrivere. A qualsiasi ora. Di qualsiasi cosa. Con qualsiasi mezzo. Scrivere e pensare. Pensare e scrivere. Scrivere senza pensare. Pensare a cosa scrivere. Scrivere.

 

+1. Il motivo che tutto comprende e da cui tutto prende vita.

E senza il quale nulla di tutto il resto sarebbe possibile.

Perché senza di lei non esisterebbero baci infiniti, bagni in mare, abbracci col rimbombo, letture mattutine, sguardi che ti spogliano, profumi inebrianti, serate che non finiscono mai, sapori che ti coccolano, messaggi che ti sciolgono, persone che ti vogliono, incontri non previsti, corse senza meta, l’imbarazzo del giorno dopo, e non esisterebbero i pensieri.

La Curiosità.