Chiunque ami scrivere ha pensato almeno una volta che sarebbe bello farlo per vivere: immergersi in una storia e darle la forma che vogliamo, disegnare i dettagli di un personaggio e lasciare che la fantasia faccia il resto.

Per questo motivo quando mi è stata data la possibilità di intervistare Claudia Carroll, una scrittrice irlandese di Dublino che da poco ha pubblicato con Harlequin Mondadori il romanzo Amami o Lasciami, non me la sono lasciata scappare. Anche per una frase nella quarta di copertina che mi ha colpito molto: “Si dedica alla scrittura a tempo pieno, definendola il più bel lavoro del mondo”.

Claudia Carroll selfie

Ho letto Amami o Lasciami tutto d’un fiato, svegliandomi presto e facendo colazione da sola nel silenzio delle mattine di inizio primavera, per godermi mezz’ora di tranquillità prima di buttarmi nella frenesia della giornata. Leggero, divertente, tocca temi importanti come il divorzio e la fine di un amore, partendo dalla storia di Chloe, una giovane donna che viene abbandonata all’altare da quello che pensava fosse l’uomo della sua vita. Dopo un periodo difficile però incontra Rob McFyden, il proprietario di una catena alberghiera, che la assume per gestire un hotel molto particolare a Dublino. Si tratta dell’Hope Street Hotel ed è un albergo sperimentale per le coppie che vogliono divorziare in modo veloce e indolore. Tra rivelazioni, shock e ricordi, la storia di Chloe si intreccia con quella delle coppie ospiti.

  • Chloe esce da un periodo difficile della sua vita, che però le dà la possibilità di ricominciare e rinascere: c’è qualcosa di te in questo personaggio?

Ho amato, davvero, amato, raccontare Chloe in Amami o Lasciami. Il suo cuore è stato spezzato ed è stata pubblicamente umiliata nei modi peggiori, ma continua ad avere speranza che il suo lui sia là fuori ad aspettarla. Quindi sì, credo ci sia molto di me nel personaggio. Sono single e una romantica senza speranza e, nonostante tutti gli appuntamenti tremendi a cui sono stata, continuo a pensare che da qualche parte ci sia un uomo per me e che devo trovarlo!

  • I personaggi principali sono delineati in modo molto specifico, come è nata l’idea?

Quando per la prima volta ho avuto l’idea per Amami o Lasciami la mia immaginazione ha iniziato a correre con me e ho iniziato a pensare a tutti i disastrosi matrimoni di cui ho saputo nel corso degli anni. Quindi ho iniziato a pensare alle diverse coppie che potrebbero stare in un hotel per il divorzio e come il loro matrimonio sarebbe stato. Perché Amami o Lasciami è essenzialmente una commedia romantica sulla vita dall’altra parte dell’altare. Cosa succede quando tre diverse spose, che vivono tre diverse vite, finalmente si tolgono il loro abito Vera Wang e realizzano che “il vissero per sempre felici e contenti” non è come si aspettavano? Per primi abbiamo Dawn e Kirk, entrambi 25enni, così giovani da non sembrare neanche in età da matrimonio, figurati da divorzio. Poi ci sono Jo e Dave, quasi quarantenni, nemmeno in grado di stare nella stessa stanza, men che meno di parlare di problemi legali amichevolmente. Il più grande mistero però sono Jenny e Andrew, 50enni e ancora pazzi l’uno dell’altra. Nessuno riesce a capire cosa ha portato una coppia così unita al punto di rottura. Così, alla fine del weekend più intenso della loro vita, tra incomprensioni, distruzione e assortimenti sbagliati, scopriamo esattamente cosa si nasconde sotto la superficie di ciascuna relazione. E come ogni storia d’amore andrà a finire.

  • Dublino è lo sfondo del romanzo, oltre che la tua città: come queste due cose convivono? Quanto è importante Dublino per la narrazione?

Sì, ho ambientato il libro a Dublino perché è casa mia e dicono sempre “scrivi ciò di cui sai!”. Ma ad essere onesti, penso che la storia sia universale, tutto è all’interno delle quattro mura dell’hotel, quindi geograficamente potrebbe essere ovunque.

  • A proposito della scrittura: la trama e le idee ti vengono in mente velocemente oppure hai bisogno di tempo per svilupparle, lavorandoci?

Beh, per dirti qualcosa in più sull’ispirazione che ho avuto: per caso ho trovato un articolo su un albergatore in Olanda che è appena passato attraverso un divorzio. Era scioccato da quanto è dura e da quanto tempo ci voglia per superare l’intero processo, pensando poi che per accettare un accordo di divorzio serve solo un weekend! E così dovrebbe durare il tutto. Quindi, e questa è una storia vera, ha aperto il primo hotel per divorzi ed è subito decollato!

Claudia Carroll, Amami o Lasciami

  • Racconti che scrivere è il lavoro più bello del mondo: com’è la tua routine quotidiana?

Normalmente scrivo in qualsiasi stanza della casa sia calda, che nel 90% dei casi è il tavolo della cucina. Anche se ultimamente ho insegnato a me stessa a lavorare anche quando sono in giro, seduta a uno Starbucks, viaggiando su un treno o su un aereo, o aspettando l’appuntamento dal dottore! Mi ci è voluto un po’ per arrivarci, ti dico la verità. Inizio molto presto la mattina, poi mi prendo una pausa, poi torno al lavoro nel tardo pomeriggio e sera. Amo ogni minuto!

  • Hai mai provato il famoso blocco dello scrittore?

A dire la verità sì, ci sono giorni, molti giorni, in cui resto bloccata in un punto del libro, ma prendendo del tempo libero, lontano dal libro, lascio andare i pensieri e molto presto le mie dita non vedono l’ora di tornare a scrivere!

  • Quando e come hai iniziato a scrivere?

Beh, ho sognato di essere una scrittrice da sempre, almeno da quando me lo ricordo! Ma senza nessun pensiero di pubblicazione. Per me, la pubblicazione di un libro era sempre qualcosa che riguardava altri. In ogni caso, nel 2003 stavo lavorando come attrice in una soap opera in Irlanda, e come molti avevo il sogno di scrivere un libro, ma mai con quella spinta per provarci. Ero bravissima a iniziare storie e poi perderle nei pensieri… “nessuno vorrebbe leggere un libro così”, mi dicevo. Poi, uno dei quattro direttori dello show, una mia grande amica, ha pubblicato il suo primo libro e mi ha suggerito di dare tre capitoli del mio al suo agente. Così, dopo anni di incertezza, finalmente ho finito il mio libro, che era basato su una storia che aveva girato per la mia mente per dieci anni. E, dopo aver detto tante preghiere che venisse pubblicato, il mio libro ha visto la luce. Dopo tanti anni, ancora mi do pizzicotti su come abbia potuto funzionare…