Lo so bene, è capitato a tutti, non dite di no perché non ci credo. Siete sotto casa, dopo un’intera giornata di lavoro, in giro a destra e a manca, con il solo desiderio di salutare calorosamente il vostro amico divano e vi bloccate sulla porta, siete a 9856 passi, ne mancano soltanto 144 per raggiungere il vostro obiettivo giornaliero, l’incubo ormai ricorrente di tutti noi, i 10.000 passi al giorno! E allora via, avanti e indietro sul pianerottolo di casa, con il cuore che batte all’impazzata, impazienti e felici in attesa del lieto evento.

Una volta il numero magico era il 100 della Ruota della Fortuna, magari il 7 e mezzo a carte, il 9 sulla maglia di un calciatore, il 40 per la taglia dei vestiti femminili, il 13, il 17.

Ormai questi numeri appartengono al passato, l’unico che ci interessa, l’unico che ha senso, l’unico che amiamo davvero è quel 10.000 sullo schermo del nostro smartphone o di tutte le altre diavolerie che utilizziamo per contare i passi.

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Quando il magico numero compare, tutto il resto assume contorni dolci, non fa nulla se la giornata è stata un susseguirsi di rotture di scatole, se il treno era in ritardo o se il frigo è vuoto da giorni, dimentichiamo i litigi con la fidanzata, le cose da fare che si accumulano senza un domani, il tempo che fa troppo freddo o troppo caldo o troppo umido o troppo secco, i capelli che non stanno mai come vogliamo, le ciglia (o altro, a piacere) che non sono mai lunghe come vorremmo, il vicino di casa che urla e il conto corrente che piange più del figlio piccolo del vicino di casa.

È un attimo, un solo attimo, da 9.999 a 10.000 e tutto sorride, potere della tecnologia e, perché no, di noi stessi che siamo stati bravissimi e fighissimi a fare quasi 7 km di camminata in un solo giorno.

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Voi direte, “e tutte le giornate finite inesorabilmente a 1456 passi? Quelle non le conti?“.

No che non le conto, quelle servono soltanto a farci sentire ancora più fighi e bravissimi quando scocca il numero magico.

Perché nel conteggio dei passi, come nella vita, conta sempre trovare la parte piena del bicchiere 😉