Qualche tempo fa mi sono iscritta a Italia BT e ho dato la mia disponibilità a fare dei blog tour in alcune regioni d’Italia. Emanuele, Gian Luca e Alessandro, che di fatto sono Italia BT, mi hanno contattata di lì a poco per propormene uno in Trentino, sulla Paganella. Partenza il 14 giugno per un weekend da urlo, così era stato definito, tanto che l’hashtag per seguirci sarebbe stato #paganelladaurlo.

Io il 13 avrei compiuto 40 anni e il mio primo blog tour mi sembrava un bel modo di festeggiare la nuova decade. Detto poi che mi potevo portare pure il marito (o co-blogger che dir si voglia), ho pensato che poteva davvero essere un’esperienza da fare. Il tempo di organizzare con mia suocera di badare al pupo per un paio di giorni e io e il co-blogger eravamo già con gli zaini in spalla. Non mi dilungherò sui luoghi che abbiamo visitato, fra l’altro ci sono una dozzina di reportage nati dall’evento che lo fanno egregiamente, ma vorrei spendere qualche parola sulle persone.

Partiamo dagli autoctoni, fenomenali. Ivano per esempio, la guida di Activity Trentino che ci ha fatto fare una camminata fino al Rifugio Croz dell’altissimo, un personaggio. Da ragazzo si manteneva gli studi e gli sci raccogliendo porcini. Alla domanda: “ma dov’è che si va a funghi da queste parti?” ha glissato, da vero esperto, usando solo verbi al condizionale. Dei gran “potrebbero” e “sarebbero” hanno riecheggiato sugli strati di Dolomia che erano alle nostre spalle. Mentre quando mi ha parlato della figlia che lui prepara atleticamente sulle piste in inverno, si è dilungato in certezze e affermazioni da genitore da far impallidire persino me.

E poi Dario, l’istruttore di parapendio col quale mi sono buttata. Un omone rassicurante che mi ha raccontato delle sue tre figlie e della più piccola che lui porta a volare spesso, mentre la più grande, una teenager di 17 anni, parole sue “ha altro per la testa che di volare con papà”. E Liliana? Il sogno di aprire un ristorante a Molveno (per altro se siete da quelle parti andateci perché merita) si è concretizzato da poco con la Dispensa all’interno dell’Hotel du Lac. Un sogno che ne ha posticipato un altro, quello di avere un figlio. Ma quando si è giovani e c’è l’ingorgo dei sogni, quello della maternità si può rimandare, le ho detto. Non troppo perché poi i figli ti sfiancano, ma qualche anno ci sta.

Tutti a parlare di figli insomma, tanto che persino gli alberi sembrava avessero qualcosa da dirmi. Perché prima di essere lì come blogger (sempre che io lo sia davvero) ero lì come mamma. Non so dire perché.

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Sarà che con la tecnologia non è che ci vada molto d’accordo. Ho un iPhone da che è uscito l’iPhone e scrivo da sempre su un Macbook, ma solo perché fa figo. E lì, in mezzo alla vera specie “blogger” mi sono sentita a volte un po’ sola, io apprendista smanettona. Nonostante questo ho imparato un paio di trucchetti che voglio condividere, perché si sa mai che tornino utili anche nella quotidianità e non solo nei blog tour. La nostra Franci potrà correggermi se sbaglio.

Partiamo dalla scoperta più grande, quella fatta con Machedavvero, cioè con Chiara, dalla quale ho imparato a montare un video con Magisto. Ho imparato perché Magisto fa tutto da solo e non c’è nulla da imparare. Basta inserire il/i video, scegliere il genere di montaggio, la colonna sonora e il video è servito. Questo è mio, per essere il primo, non è poi così male, dai. Sempre grazie a Chiara ho capito come si possono far parlare le proprie foto con A beautiful mess, ma visto come le fa parlare lei io evito di mostrarvi le mie per ora.

Chris di blogdiviaggi mi ha confessato come fa a fare foto che lasciano a colori solo alcuni particolari, effetto cappottino rosso di Schindler’s list: con Illusion Hand Free. Anche in questo caso, visto che sono alle prime armi, eviterò di darvi altri motivi per ridere di me.

Eppure lo sapevo anche prima di partire che con alcuni di loro non ci sarebbe stata gara. Hanno più follower che anima. Però è stato emozionante fare quell’esperienza e portare a casa anche qualche perla. Per osmosi è certamente passato qualcosa alla mia anima più freak che geek.

Ah, mi stavo dimenticando di Tommyonweb, il mio angelo custode. Se avevo un problema da risolvere con la tecnologia, anche quelli che uno dovrebbe vergognarsi ad esporre, lui c’era. Il fatto di avere quasi vent’anni di più mi ha permesso di fare la parte della zia rincoglionita senza troppe menate.

Sul contest poi relativo a #Paganelladaurlo non mi ci metto nemmeno. Comunque sia, trovate da leggere e da commentare. C’è tempo fino all’8 luglio.

E se vi chiedessero mai di partecipare a un blog tour, dite di sì. Magari ci si incontra.