Se lo chiedi a una vecchia donna italoamericana in New Heaven Connecticut probabilmente ti risponderà: “Grindr? Do you mean grinder? What do you need to grind honey? Let me fix you a sandwich!”

Se lo chiedi a qualsiasi gay in giro per il mondo ti risponde: “Are you on it? I don’t use it… anymore”.

Ma che cos’è questo Grindr?

Magari molti di voi lo conoscono già, specialmente se siete delle mie amiche e, in una serata fuori in un bar pieno di etero, annoiato a morte dalla poca selezione, mi sentite dire: “Let me find out who’s in the neighbourhood!”

A questo punto con questa simpatica applicazione localizzo il “potenziale” umano che è intorno a me.

Che cosa fa di particolare? Semplicemente trova, usando il sistema di geolocalizzazione del tuo smartphone, ragazzi gay o bisex vicini a te (che abbiano installato l’applicazione).

La versione gratuita di Grindr, scaricabile dall’App store, visualizza fino a 100 ragazzi sulla griglia iniziale e puoi bloccare fino a 10 profili al giorno… certe persone non sanno proprio accettare un NO!

Se invece siete degli overachiever e volete avere la possibilità di bloccare infinite persone ed essere sicuri di aver vagliato fino a 300 candidati sulla griglia iniziale, assicuratevi Grindr Xtra per soli 11.99 $ al mese.

Ecco io quei 10 euro preferisco spenderli in 2 birre e conoscere gente dal vivo…

La cosa che mi diverte di più di quest’applicazione è vedere fin dove la natura umana riesce spingersi. I migliori sono quelli che online diventano coraggiosi, si sentono fighi ma, condizione imprescindibile, non mostrano mai il viso ma soltano un occhio, un orecchio, un piede, un pettorale, due addominali avanzati con l’agnello pasquale, il tramonto su New York dove non son mai stati…

Questi pezzi di corpo ti contattano con richieste tipo: “Hai viso? Qui Top voglioso con 20 cm di piacere”.

E io non capisco: il piacere è tuo o mio? E poi perché chiedi il viso, se nel tuo profilo hai la foto di un gattino che si fa il bidet?

Oppure, un simpatico sconosciuto, senza foto profilo e senza nome mi ha scritto: “Dove sei? Fatti trovare sul tuo letto, nudo al buio, io entro in casa tua ti scopo e poi me ne vado. Ti va?”

Io gli ho risposto: “Sì certo, molto volentieri, vuoi anche che ti lasci la mancetta sul comodino?”

e lui: “Non sono una escort!”

Ora, capisco che uno possa avere delle perversioni sessuali, non mi fraintendete… ma almeno prima presentati!

Ma la cosa più divertente è capitata con una mia amica un paio di mesi fa.

Annoiati, una sera le ho creato un profilo falso con una mia foto (chiaramente solo del corpo) e dopo pochi secondi sono iniziati ad arrivare i primi messaggi.

Lei, esaltata, tentava di capire chi dei suoi vicini fosse gay o bi…Vi dico solo che non l’abbiamo ancora capito, per cui il profilo è ancora attivo, anzi, ogni volta che mi vede mi dice: “guarda c’è posta per te! Sai, io non me la sento di rispondere”.

E da quel giorno ho la mia segretaria personale per Grindr!