Jack Roland è un giovane scrittore – italiano, nonostante il nome – che ha trasformato in progetto la propria esigenza di raccontare storie. Per il suo esordio, “La ballata del levriero rosso – L’albero dei cieli”, un’avventura di formazione a cavallo tra il fantasy e l’horror, ha deciso di fare tutto da solo. Come? Tanta determinazione e Social Network.

1- Quando è nata la tua passione per la scrittura?

Da bambino. Scrivevo dei lunghissimi diari in cui raccontavo le avventure immaginarie che vivevo nei miei giochi. Li ho ripresi in mano anni dopo e mi sono reso conto che già custodivano il seme di un vero e proprio racconto. A sedici anni ho scritto il mio primo romanzo.

2- I libri sul tuo comodino e gli autori che ami di più?

Al momento sul mio comodino c’è il quinto volume di “Le Avventure del capitano Alatriste”, dello spagnolo Arturo Perez-Reverte. Sono anche un lettore accanito di George R.R. Martin, Bernard Cornwell, Stephen King e Andrzej Sapkowski. Tra i mostri sacri, per primo Tolkien, seguito da Edgar Allan Poe, Bram Stoker, H.P. Lovecraft, Orwell, London, Hemingway.

3- Da dove ha avuto origine l’ispirazione di questo libro?

Qualche anno fa stavo passeggiando tra i boschi vicini a Ponte di Legno, dove sono cresciuto; ero con Peggy, il mio pastore tedesco. A un certo punto lei è corsa via come un’ossessa, costringendomi a rincorrerla tra gli alberi fino a una radura: c’era un altro cane, sbucato dal nulla, un grosso levriero. Si sono presi in simpatia e hanno cominciato a giocare, rincorrendosi di qua e di là come se ballassero. Il sole stava calando e tutto si tingeva di rosso. C’era qualcosa di potente e primitivo in quella danza rossa, qualcosa che ha risvegliato in me una sensazione, un’idea. Da questa immagine è cominciato tutto.

4- “L’albero dei cieli” è il primo capitolo di una saga, “La ballata del levriero rosso”, ambientato in una terra da te inventata, la Domhain. Incontriamo così i tuoi personaggi…

La terra è immaginaria, sì, ma ho cercato di mettere in luce il risvolto più umano della trama, fatta di tragedie, guerre, intrighi ma anche di amore e amicizia.

I due protagonisti principali sono Ethan e Véibhinn, fratello e sorella appena adolescenti, proiettati in maniera violenta verso l’età adulta. Il loro cammino, segnato dal desiderio di vendetta, incrocia i passi di un vecchio antieroe, Béroul, schiacciato dal peso di antichi segreti da cui dipende la sopravvivenza della civiltà intera.

5- In un panorama editoriale difficile come quello di oggi, cosa vuole dire autopubblicarsi?

Autopubblicarsi vuol dire di fatto essere soli, ma anche liberi. Se si crede nel proprio lavoro, questa opportunità permette di lasciar decidere ai lettori se il tuo libro funziona oppure no. Ci sono diversi portali sul web che permettono a uno scrittore intraprendente di pubblicare un’opera, stamparla e metterla in vendita presso i maggiori distributori.

Ci vuole tempo, pazienza, determinazione ma si può fare, senza bisogno di investire grandi somme. L’importante è offrire un prodotto di qualità, che non abbia nulla da invidiare a ciò che viene offerto dalle case editrici tradizionali.

6- Immagino che l’ostacolo maggiore per “lanciarsi” senza il supporto di una casa editrice sia quello di trovare i canali giusti per farsi conoscere…

Proprio così. Ma, anche in questo caso, la risposta si trova online: Forum, Blog e, soprattutto, Social Network. Sono tutti bacini di utenza immensi, dove le notizie si diffondono in fretta;  hai la possibilità di entrare in contatto diretto con dei potenziali lettori.

Dopo aver fatto un attento lavoro di editing sul libro insieme a una professionista, ho coinvolto un amico grafico per dare il giusto appeal visivo al progetto, e un webmaster per curare il sito internet. Da questa base ho cominciato la promozione sul web.

7- Progetti per il futuro?

A brevissimo una campagna basata sull’ironia, perché sì, sui Social Network i post che funzionano sono quelli che fanno sorridere, e io detesto prendermi troppo sul serio. Prevedo anche dei booktrailer e un tour di presentazioni per le librerie che vorranno ospitarmi. Forse è troppo presto per parlarne, ma c’è la possibilità di una collaborazione interessante… per trasformare il romanzo in una serie televisiva!