Lamentarsi è il nostro sport quotidiano: lo facciamo in famiglia, con gli amici, sui social network. In un mondo in cui la negatività permea quasi tutto, ci sono piccole luci di speranza, anche nei momenti più bui, rappresentate da persone buone, oneste e semplici, a cui la vita ha dato prove difficili da affrontare, vere e proprie montagne da scalare, senza perdersi d’animo, perché lasciarsi andare è il rischio peggiore. Francesca e Matteo sono i miei due esempi. Sempre col sorriso, con una forza da leoni e un cuore grande, anche mentre combattono la loro battaglia più grande. Il loro amore lo vedo simile a quello che lega me e mio marito: insieme ormai da una vita, cresciuti negli anni affrontando i cambiamenti che ti portano dall’essere un ragazzino al diventare adulto. Poi un giorno svegliarsi in un incubo: Matteo ha il cancro. I progetti di lavoro, la carriera, andare a vivere insieme, trovare una casa, costruirsi una famiglia e un futuro: tutto quello che si sognava viene spazzato via da una diagnosi infame. Un dolore inimmaginabile.

Sono stata vicina a Francesca in questi ultimi anni, abbiamo lavorato insieme quotidianamente e non posso che ammirarla per la forza da leone che ha trovato. Sempre con il sorriso, con la testa alta, ha lavorato (per me e con me) dall’ospedale, da casa di Matteo, sempre accanto a lui, senza mai abbandonarlo nella sua, o meglio, nella loro, battaglia. Ha trovato il tempo di partecipare al babyshower che le mie amiche hanno organizzato mentre aspettavo Giacomo, di venirmi a trovare per conoscerlo, di chiedermi come stavo quando ho partorito e di sostenermi sempre mentre io non potevo lavorare. Ha trovato spazio per me, come per molti altri amici, per la famiglia, per tutti.

Ora tocca a me, tocca a noi, e spero possiate aiutarci anche voi: Matteo, che lotta contro il cancro da dieci anni, ha dato il via al progetto #FiabeControilCancro. “Le avversità non mancano mai e condizionano immancabilmente la nostra vita, ma tutto si può affrontare, combattere e sconfiggere. Ho scelto come strumenti la fiaba e la fotografia: la prima per imparare a ricavare una morale da ciò che ci succede ma soprattutto perché la fiaba è il modo migliore per trasmettere un esempio su come affrontare una situazione di difficoltà, la seconda per catturare gli istanti e far scattare un’emozione“.

Il cuore di #FiabeControilCancro è un progetto di crowdfunding con il contributo di Airc inaugurato lo scorso 6 novembre insieme a una mostra fotografica itinerante sempre sul tema della fiaba e della malattia, che permetterà al progetto di muoversi sul territorio e incontrare fisicamente le persone che vogliono dare il loro contributo. Obiettivo principale del crowdfunding è la realizzazione del libroLo scoglio di Petra’, una fiaba illustrata scritta da Matteo sul tema della malattia. Ma non solo, “Una parte del target prefissato per la campagna, infatti, sarà destinato come donazione ad Airc per la ricerca scientifica. Un modo per ringraziare l’associazione dell’affetto subito dimostratomi, offrendosi di firmare la prefazione del libro, ma soprattutto un modo per ringraziarla del lavoro di ricerca che permette a me e a tanti altri malati di coltivare giorno dopo giorno una speranza di guarigione”.

La mostra fotografica come anche il libro di fiabe sono per me” continua Matteo Losa, autore sia del testo che degli scatti, “un modo per ribadire forte che tutto si può affrontare nella vita, ma anche che tutto si può affrontare meglio se non lo si fa da soli. È proprio in quest’ottica che ho deciso di far nascere #FiabeControilCancro come un progetto di crowdfunding ed è proprio per questo che il pacchetto di funding cui tengo di più è ‘Dona una fiaba’, attraverso la quale si potrà contribuire per realizzare un libro da donare a proprio nome a un bambino malato di uno dei reparti di oncologia degli ospedali che collaborano con Airc”.

Come Francesca e Matteo dicono sempre: #insiemesipuò!

Per aiutarli nel loro progetto potete contribuire cliccando qui o partecipare alla mostra fotografica organizzata dal 6 al 27 novembre all’Ex Dogana Austroungarica di Tornavento.