Mi spiace, davvero, ne sono consapevole, ma oggi devo sputare nel piatto in cui mangio.

Devo criticare quell’incredibile strumento di democrazia che è Facebook. Il sito dove ognuno di noi può diventare amico di persone che non ha mai incontrato in vita sua, sbirciare nei loro sentimenti, ottenere informazioni che mai sarebbe riuscito ad avere da una semplice conversazione. In alcuni casi Facebook diventa uno strumento utilissimo per denigrare, distruggere, annichilire la reputazione di una persona.

Gran bell’esempio di democrazia.

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Quando Orwell scrisse “1984” era il 1948. E quando ci siamo arrivati, siamo stati contenti che le profezie non fossero vere. Oggi siamo prossimi all’anno del salto in avanti di “Ritorno al futuro” e ci accorgiamo che molte delle invenzioni ipotizzate nel film non si sono avverate. Ma siamo sicuri di avere la situazione sotto controllo?

La Netiquette, la buona educazione della Rete, ormai oggi si limita al NON SCRIVERE CON LA MAIUSCOLA perché significa che state urlando. Ma tutto si ferma qui.

L’argomento andrebbe approfondito con almeno un paio di libri, ma la gente di Internet si stanca subito e quindi devo limitarmi a fare qualche veloce esempio di come Facebook sia uno strumento utile solo a dar fiato a persone che in altri ambiti non verrebbero minimamente considerate.

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Esempio n.1: La grande Bellezza: il film è uscito a maggio 2013 eppure fino a due giorni fa sembrava che nessuno lo avesse visto. Però, nelle settimane precedenti all’Oscar, tutti lì a tifare per il cinema italiano, per il regista che è riuscito ad solleticare la curiosità dell’Academy. Poi, dopo che ha vinto, le stesse persone che lo avevano sostenuto hanno cominciato a scrivere la qualsiasi contro di lui.

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Esempio n.2: Matteo Renzi: quando c’era Berlusconi volevate Bersani quando c’era Bersani volevate Renzi. Quando c’era Letta, volevate Renzi. Adesso che c’è Renzi, dopo due giorni non lo volete più.

Facebook, ma più in generale, la Rete, è uno strumento che ci dà un enorme potere, quello di esprimere il nostro pensiero. Ma ci toglie il desiderio di approfondire gli argomenti, di verificare l’attendibilità di ciò che leggiamo, ci toglie la voglia di pensare con la nostra testa e di giudicare. Ci fermiamo sempre e solamente al titolo.

Non limitiamoci a leggere i titoli, non fermiamoci al “Fate Girare!” al “Guardate cosa accade a telecamere spente!” al denigrare per il solo gusto di farlo. Proviamo a usare di più il nostro cervello. Fate Girare… il vostro cervello.