Halloween è una festività che non mi è mai interessata più di tanto. Spesso arriva e passa senza che me ne accorga, a meno che non veda scorrazzare per le vie del centro città bambini con lenzuoli bianchi o mantelli neri, che sventolano cestini colmi di caramelle e cioccolatini. Da piccola ho partecipato a poche feste di Halloween e in ognuna di esse ero travestita da strega de “Il meraviglioso mago di Oz” (non mi ricordo più se ero quella buona o quella cattiva): il mio travestimento consisteva in un cappello (nero) a punta e una gonna a ruota (nera) dall’orlo un po’ sfasato (in ogni caso l’importante era raccogliere il maggior numero possibile di dolciumi).

Passata la fanciullezza, io e Halloween ci ignorammo vicendevolmente per molti anni, finché i miei compagni dell’università (appena conosciuti) non m’invitarono a un party in costume proprio il trentuno d’ottobre. Il panico più assoluto. Perché la domanda che mi assillò per giorni fu sempre la stessa: una ventenne, ad Halloween, cosa deve indossare?

Così, giunta a un’ora dall’inizio della festa, andai nell’unico negozio della mia città che vendeva maschere e costumi per ogni occasione (e che non fosse un sexy shop). Appena arrivai nel reparto dedicato ad Halloween, il mio dubbio amletico trovò finalmente una risposta proprio lì, davanti a occhi increduli. Perché dovete sapere che, nella nottata in cui si risvegliano le anime dei morti, le ventenni si mascherano da: coniglietta di Play Boy con tanto di orecchiette e codino peloso da fissare con cura sul sedere; infermierina sexy con autoreggenti e minigonna inguinale, inevitabilmente bianche; provocante poliziotta pronta ad arrestare tutti i cattivelli della città con le sue manette color rosa shocking; e infine, the last but not the least, da “studentessa-barra-dominatrice-barra-catwoman”, da abbinare con codini e occhiali da nerd per avere così un’aurea da ingenua principessa delle fiabe. Lasciai codini pelosi e manette rosa lì dov’erano posizionati con cura, uscii dal negozio e presi la solenne decisione che, anche per quella sera, mi sarei travestita da strega.

Tuttavia non nego che questa esperienza mi lasciò un po’ interdetta. Perché quelle erano le uniche (o almeno le principali) maschere offerte al genere femminile? Dov’erano finiti i rassicuranti costumi da zucca o da mostro di Loch Ness? E infine, la domanda fondamentale, perché almeno ad Halloween non posso essere brutta?

teschio halloween

Per me è molto importante avere sempre un aspetto curato, a prescindere dall’occasione mondana o dal tipo di lavoro a cui mi dedico. Non per una questione di vanità (anche se oggettivamente un po’ tutti siamo vanitosi), ma perché sono fermamente convinta che sia il mio primo biglietto da visita. Se la mia parte esteriore si presenta bene (e attenzione non sto parlando di bellezza o di vestiti firmati), allora le persone che devono esaminarmi o anche solo conoscermi, potranno davvero concentrarsi sulla mie doti intellettive e sulla personalità. Detto ciò, almeno ad Halloween, voglio uscire da questi schemi. Certo, è importante essere soddisfatte del proprio aspetto fisico ma siamo sincere, travestirsi da conigliette o da diavolesse valorizza davvero la nostra bellezza e sensualità? O siamo semplicemente schiave del luogo comune per cui gli sguardi languidi degli uomini sono direttamente proporzionali al numero di centimetri di pelle scoperta e alla profondità della scollatura? Che poi, a parer mio, l’essere sensuali è tutt’altra cosa.

Voglio, almeno per una notte, ribellarmi ai push-up e alle ciglia finte. Uscire di casa con addosso un sacco della spazzatura e un cappello a punta senza dovermi sentire fuori luogo; mettermi il rossetto viola e sfregarmene se a fine serata è colmo di sbavature; indossare una maschera da troll ed essere fiera di essere brutta da far paura.

maschera per halloween

In fondo per i bambini Halloween è questo, una festa in cui diventare quello che durante l’anno non possono essere. Anche per noi grandi dovrebbe essere così, un modo per sfuggire da quei preconcetti di cui spesso siamo schiavi durante la nostra esistenza. Se mettersi nei panni di una infermierina è un modo per uscire da questi preconcetti, allora bene venga l’infermierina sexy. Perché alla fine ognuno è libero di fare ciò che desidera.