C’è una pubblicità della Durex che racconta perfettamente il passare degli anni attraverso le “acconciature” femminili. Quando l’ho vista ho pensato subito che fosse stato un genio, il suo ideatore. Ho visto gli anni Ottanta e mi sono rivista nuda allo specchio. Del resto è esattamente in quegli anni che ho dovuto fare i conti con la comparsa dei primi peli ed è proprio lì che si è fermata la mia estetica al riguardo. E qui si aprono subito delle dispute, di solito sono gli uomini i più aggressivi, meglio con o senza? In tanti anni di convivenza con quel triangolo per nulla a la page io non ho mai cambiato idea. Meglio con.

Del resto se anche a Kate Winslet in The Reader hanno dovuto far indossare un toupet per rendergliela più credibile, e non solo perché il film era ambientato negli anni ’50, dico io, un motivo ci sarà. Il triangolo in fondo è alla base di un Teorema molto famoso e non mi riferisco a quello di Ferradini che di donne non ci ha mai capito nulla. E quella meraviglia di “disperato erotico stomp” di Lucio Dalla, che senso avrebbe se fossimo tutte senza? Per non parlare del carro di buoi che si troverebbe improvvisamente sul podio, impreparato dopo secoli di storia alla vittoria.

depilazione

Mi è capitato, lo ammetto, di provare tenerezza per il mio “taglio” quando mi sono dovuta confrontare con certe vulve acconciate come appena uscite dal parrucchiere. E qualche volta mi sono immaginata anche sul mio pube una morbidissima striscia di formazioni cornee filiformi a indicare la strada verso il piacere. Fortunatamente non ho mai ceduto, pur non avendo nulla contro chi sceglie di farlo. È anche una questione di libertà come spiega bene un post di “Un altro genere di comunicazione” di qualche mese fa.

Qualche esperimento erotico-tricologico con il mio primo fidanzato dopo aver visto Le età di Lulù l’ho fatto pure io, confesso. Ma niente di che. Soprattutto niente di che in confronto alla depilazione totale pre-parto concordata con la mia estetista un paio di anni fa. Ricorderò per sempre il primo bidet senza e la mia estetista si ricorderà per sempre la mia faccia durante. Che brutto lavoro il suo, visto che ci sono donne che questo supplizio se lo infliggono ogni mese. Ma poi la pelle si abitua, mi disse. Si abitua a cosa? Lasciamo stare. Sono altre le abitudini che vorrei che le mie labbra, grandi e piccole, raccontassero.

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“Cespugliami”, opera di Skid Staniak

In alcuni casi ci pensa la vita a dare lo spunto. A volte sono solo linee che si ricamano proprio lì dove prima c’era un sorriso o una preoccupazione. Altre volte sono disegni, crittogrammi, quasi messaggi. Sulla mia guancia sinistra, per esempio, è comparsa da qualche anno una macchia scura a forma di cuore. Il dermatologo me l’ha detto, ho la pigmentazione anarchica (fosse solo quella), così può capitare che l’anima affiori e lasci i suoi segni. Il rimedio è proteggersi dal sole (o da sole?) e comunque mai esporsi troppo.  Adesso me lo vengono a dire di non espormi troppo, dopo che da quarant’anni io e il mio triangolo non facciamo altro?