Sono sposata con un fotografo e così negli ultimi anni la fotografia ha fatto parte della mia vita.

Non posso dirmi esperta, anzi è una di quelle cose di cui ho deciso di non interessarmi più di tanto perché “uno dei due ne sa ed è abbastanza”.

Ho fatto l’assistente stylist però nella mia prima vita lavorativa, sono stata in studi fotografici di alcune riviste molto famose, su set di moda o still life, ho dato opinioni di pancia su foto post prodotte, ho detto la mia molto spesso, più a gusto personale che a livello tecnico.

Sono stata a tanti matrimoni negli ultimi anni, ne ho organizzati, ho assistito alla creazione di album, ho visto tantissime foto. Ho lavorato nel mondo del wedding.

Ho visto sposi presi e portati via, mentre gli invitati volevano stare con loro, ho visto foto inquietanti al tramonto, dai colori fluo, ho visto la mano dello sposo sul viso della sposa, con uno di quegli sguardi magnum che Zoolander gli faceva un baffo. Ho visto sposi obbligati a mettersi in posa, come voleva il fotografo, persino un po’ arrogante, imbarazzati e a disagio.

E poi ho conosciuto Daniele Cherenti.

Daniele è un ragazzo che ha più o meno la mia età ed è sardo, del sud della Sardegna.

Daniele io lo ammiro molto, perché è stato in grado di inventarsi un futuro in una Sardegna schiacciata della crisi e da tutte le faccende dell’Eurallumina, in una terra in difficoltà da cui molti scappano.

Daniele ha studiato, osservato dai maestri della fotografia, ha girato il web (e l’Italia) alla ricerca di idee e spunti per rendere le sue foto di matrimonio originali e diverse dalla massa di fotografi, soprattutto provinciali, che chiedono cifre esagerate per album di nozze piuttosto tremendi.

Daniele è dolce, una persona a modo, genuina, sorridente, per niente invadente, che zitto zitto scatta foto mozzafiato. Non ha nessun bisogno di pavoneggiarsi, di dire cattiverie sui colleghi, di essere acido sui social network. Perché lui ce l’ha il talento, ce l’ha proprio, e chi lo ha e l’ha costruito con tanta fatica non ha bisogno di urlarlo.

Daniele ha chiesto a mio marito, fotografo di still life principalmente, un feedback sulle sue foto. Ha chiesto a me, con delicatezza, se le foto mi andassero bene così, o desiderassi altro.

E sono molto felice che fosse con noi, ormai uno di famiglia, al nostro matrimonio.

Ora lo chiamano dappertutto, da tutta Italia e lui va, ovunque, con grande disponibilità a muoversi e a seguire tutte le richieste.

Guardatele le sue foto, perché riesce a catturare sguardi ed emozioni che neanche ti eri accorto di provare. E si merita tutto il successo che spero avrà.

Perché in un mondo lavorativo in cui l’arroganza regna e l’umiltà sembra essere l’ultima caratteristica necessaria, io ci credo ancora nell’umiltà.