La mia prima guest blogger dalla nascita di Paper è Daniela Mosca, che ha partecipato al nostro contest #wannabe blogger con il post Casalinghe non disperate.

Daniela non ha vinto il contest e ci è rimasta un po’ male, mi ha scritto per capire e così ho deciso che si meritava decisamente una seconda opportunità per raccontarsi e far conoscere il suo progetto – Dani&Colf – che offre un servizio di Corsi di Cucina e di Economia Domestica a domicilio a tate e colf.

In pratica Dani&Colf vuole riportare in casa tutte le competenze di una volta e ottimizzare l’investimento che molte famiglie fanno con le tate, le colf ma anche le badanti.

Inoltre poiché molte famiglie le chiedono un aiuto nel reperire una nuova tata, colf o badante, lavora in partnership con un’associazione di promozione sociale che aiuta le donne a inserirsi nel mondo del lavoro e tramite loro offre personale già formato o da formare.

Daniela sul suo sito cura anche un blog che offre ricette, consigli di economia domestica, recensioni di libri sul tema e app utili.

Di seguito un post che Daniela ha scritto per aiutare le lettrici di Paper:

Gli Indispensabili

Se parlando di persone ogni tanto si dice con un certo cinismo  “tutti utili, nessuno indispensabile” trovo che, per quanto riguarda gli oggetti, gli indispensabili siano sempre quei due o tre, che fanno davvero la differenza.
Queste che vi elencherò sono dunque le cose per la casa che nel corso del tempo ho eletto a “indispensabili” e senza le quali non potrei vivere.
Partiamo dal più ovvio, che in realtà non è uno ma trino, di cui ultimamente si fa un gran parlare ed è anche di gran moda: il prodotto triade limone/aceto/bicarbonato che in tema di pulizie trasforma noi casalinghe del nuovo millennio in sagge donne informate e consapevoli, con un cervello green e un’anima vintage.
Se ancora non siete incappate in questo nuovo/vecchio trend e volete sapere come miscelare questi tre ingredienti che normalmente tutti abbiamo in casa, leggete i miei consigli per una casa pulita ed ecologica.

Per quanto riguarda il bucato, invece, non mi capacito proprio di come abbia potuto vivere per anni e anni senza avere un’asciugatrice.
L’asciugatrice è un po’ come il telefonino, una volta che ce l’hai non puoi più farne a meno e la tua vita precedente ti sembra appartenere all’epoca dei Flinstones.
Non potrai più credere che prima passavi ore del tuo tempo a stendere tutto in un gioco di incastri e di sfruttamento al millimetro, in un microclima tropicale, per poi avere tra le mani asciugamani e pantaloni di cartone, nonostante i fiumi di ammorbidente versati nella lavatrice.
Se l’obiezione è “ma consuma un casino”, vi assicuro che non è più così vero: inoltre con l’erogazione dell’energia elettrica a fasce orarie è possibile gestire il consumo energetico.
Si risparmia poi in energia consumata dal ferro da stiro, che viene usato la metà della metà della metà.
Non solo, si può riciclare l’acqua di residuo dell’asciugatura e usarla al posto dell’acqua distillata per stirare.
Non stendere e non stirare si traduce infine in un gran risparmio di tempo, che è poi la risorsa più preziosa che abbiamo.

Il mio nemico pubblico numero uno in casa è il calcare, lo odio, lo detesto, lo considero subdolo perché ti prende a tradimento: un attimo prima c’era un’innocua goccia d’acqua e un attimo dopo un’orribile macchia che rovina ceramiche, resina, acciaio, tutto.
In questa mia lotta quotidiana che combatto con la bottiglia di aceto bianco al collo come fossi un San Bernardo, l’oggetto a cui non potrei rinunciare è il tergivetro per la pulizia del box doccia.
Che non vi dico poi quanti ne ho dovuti comprare e cambiare per trovare quello che facesse al caso mio, essendo il mio box doccia curvo.? Ora però che ho l’arma vincente in pugno, sono davvero soddisfatta.

Infine per quel che riguarda la cucina, devo dire che tra tutti gli elettrodomestici e accessori di cui ci si può servire – lo spremiagrumi elettrico, la macchina del pane, lo stampo per i muffin, la rotella per tagliare la pizza, il kitchen aid, la planetaria, la mandolina e chi più ne ha più ne metta – sono due le cose che mi hanno veramente cambiato la vita in meglio: il coltello di ceramica, amico fidato di mille piatti a base di verdura, di tonnellate di frutta sbucciata e di quintali di cipolla tritata, ma ancora di più la spatola di silicone, per aiutarsi nella preparazione dei dolci. Non c’è cucchiaio che regga il confronto e non dobbiamo più resistere alla tentazione di leccare col dito la ciotola dell’impasto, anche se su quest’ultimo aspetto i miei figli hanno molto, ma molto da ridire.