Capita qualche volta di imbattersi sul Web in veri e propri capolavori.

Cuerdas, il corto animato di Pedro Solis Garcìa è uno di questi. Il film racconta della tenera storia di amicizia tra Maria e un bambino disabile, colpito da paralisi celebrale: il bambino non può muoversi, non può parlare. La malattia, sotto gli occhi della bambina, diventa un dettaglio insignificante e i giochi tra i due protagonisti daranno vita a una amicizia unica che rappresenta il filo conduttore della storia. Una storia senza lieto fine e che, in poche settimane, sta commuovendo un pubblico sempre più vasto.

 

Pedro Solis, il regista spagnolo di questa piccola perla, non ha fatto altro che raccontare una parte della sua vita personale: è la storia di Nicolas, suo figlio, colpito da paralisi celebrale e in cura presso una struttura specializzata, e di Alejandra, la piccola sorellina che a sei anni inizia a giocare con il fratellino mostrando una totale indifferenza per le barriere che la malattia ha imposto a Nicolas. Oggi Alejandra ha sedici anni e Nicholas sta bene, pur continuando a convivere con la malattia.

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Il cortometraggio si è aggiudicato il prestigioso premio Goya, l’Oscar spagnolo, come miglior cortometraggio animato ma, al di là dei premi vinti, ha sollevato un importante dibattito sulla sofferenza che molte famiglie vivono nella loro silenziosa battaglia contro malattie spesso dimenticate dall’indifferenza.

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