Tre premesse tre.
1. Settembre è il mio gennaio.
Del mio debole per questo mese ho già (s)parlato a sufficienza.
Quindi smetto.

2. Che palle le liste.
Lo so, che palle le liste.
Ma mi aiutano a semplificare i pensieri.
Ché i miei pensieri, senza punti, assomigliano a un giro sulle montagne russe, dopo aver mangiato peperonata.

3. Non ho avuto nessuna illuminazione divina.
È solo che ogni tanto mi succede di attraversare periodi in cui alcune robe le capisco più chiaramente.
E in cui mi sembra di imparare pur non facendo troppa fatica.
E niente, gli ultimi nove giorni (poi vabeh, se vogliamo continuare a dire che settembre è un mese come un altro, okay) sono stati intensi.
Perché ho imparato robe nuove.
O forse vecchie, ma che non volevo vedere.
O forse né vecchie né nuove.
Ma semplicemente “non ancora mature”, mettiamola così dai.

Cose che ho imparato negli ultimi nove giorni.

1. Che preferisco le persone che dicono “Vediamoci” alle persone che dicono “Mi manchi”.
Perché a dire “mi manchi” (pur senza aver mai visto nessun filmetto di Moccia) siam bravi tutti.
Ma dire “Vediamoci” comporta impegno.
E l’impegno è quella cosa che fa svoltare le relazioni.

2. Che sono stanca degli uomini che partono in quarta e poi infilano di corsa la retro.
Perché a me piacciono tantissimo la prima, la seconda e la terza.
Fine della metafora automobilistica, giuro.

3. Che devo smettere di pensare che qualcuno mi tirerà un calcio in culo, per farmi disciulare.
Perché quel calcio in culo ha sempre molto più senso se me lo tiro da sola, anche a costo di farmi venire un livido.

4. Che delle robe nuove posso avere paura.
Perché se no non sarebbero nuove. Ma solo robe vecchie a cui metto un nuovo vestito di pessima qualità.

5. Che la paura per le robe nuove non mi impedisce di farle.
Perché posso convivere con un po’ di ansia e non farla diventare panico, se qualcosa mi interessa davvero.

6. Che nell’internet si conoscono belle persone.
Perché ‘sta storia che esisterebbero una vita virtuale e una vita reale, a me pare quasi sempre una cazzata.

7. Che le belle persone che conosci possono diventare amici.
Perché gli amici non sono solo quelli con cui hai fatto gite di classe, vacanze al mare e aperitivi sempre uguali.
Ma sono pure quelli che ti conoscono quando sei già grande e con cui puoi iniziare a condividere, senza troppe menate.

8. Che è molto bello incontrare persone che abbiano voglia di dirti che sei brava in quello che fai.
Perché ‘sta storia che le persone che non te lo dicono mai lo fanno per spronarti a fare meglio, mi pare onestamente un’altra cazzata.

9. Che non ho più voglia di rimanerci male perché mi sento “fuori” da alcune cose.
Perché se sono “fuori” è perché non ci sono mai voluta veramente entrare.
E perché mi pare che sia estremamente più produttivo stare “dentro” alle robe che mi piacciono davvero, quindi.

10. Che l’amore è una figata.
Niente, non riesco ad articolarlo meglio.
Ho celebrato il matrimonio di due persone, settimana scorsa.
Ho ancora gli ormoni e le emozioni sballate.