Quando ti sposi hai delle aspettative. Pensi che sarai in un certo modo, che non dirai mai certe cose, che non ripeterai certi errori che hai visto fare ad altri.

Poi succede che vedi quel calzino sul divano. E pensi: vabbè, se lo sarà dimenticato, dai, lo metto nel cesto delle cose da lavare. Lo avvisi. Primo avviso, è solo un piccolo rimprovero, possiamo superarla. Il giorno dopo risuccede e poi ancora e ancora. Ed eccoti lì, con la pressione che sale, una vena in fronte che pulsa, le goccioline di sudore sulla schiena e una vena polemica poco evidente.

Poi ci sono gli scazzi da condivisione del tempo e degli spazi, che prima era “stiamo tanto insieme sempre-sempre-per-sempre”, poi un’aspirapolvere passata alle dieci di sera, il frigorifero che piange, le spese, i costi, i malumori, la stanchezza, il mutismo da fine giornata, e tante altre cose.

Quante cose pensi, guardando e riguardando quell’anello al dito! Quanti progetti, quante difficoltà che si possono superare, quanto le soluzioni possono essere più semplici se si è in due, se si crede in quello che si sta costruendo.

Quante cose dell’altra persona e di se stessi si imparano in un anno di matrimonio! Ecco le mie:

– Si passa dall’arrabbiarsi al suo “Mia mamma lo fa meglio” al rispondere: “hai ragione!”

– Sempre accettare del cibo offerto: ad oggi non sto facendo la spesa da una settimana, un giorno della scorsa ho accettato un primo dai miei e un secondo dai suoi .

– Un weekend fuori porta risolve tutto: non vi siete quasi parlati per giorni? Scappare da casa è la soluzione.

– Mutande e calzini si riproducono da soli.

– Lo “stai con me stasera” si trasforma in “ma quei tuoi amici oggi mica si vedevano per bere una birra in quel locale dove volevi tanto andare?”, e via di #ciaone, maschera facciale, gelato, divano, Hart of Dixie.

– “Non sono figa, fattene una ragione”: se quando eravate fidanzati un minimo mascheravi la mancanza di forma fisica, ora ti tocca far vedere la maniglia dell’amore in tutta la sua bellezza e, a dir la verità, ti interessa poco, anche se ti chiedi se questo significa che sta arrivando il famoso adipe post matrimoniale.

– L’uscire a cena non è più considerato un appuntamento romantico, ma una soluzione di sopravvivenza.

– Le battute sul “sarebbe ora di fare un figlio” si sprecano, tanto che poi inizi tu a premetterlo tutte le volte che incontri qualcuno, anche al supermercato: “sì, mi sono sposata, ma ancora non stiamo pensando a fare figli, ok??”.

Poi quelle serie:

La serenità si guadagna, ogni giorno. Avere un anello al dito non significa che le battaglie sono finite, ma aiuta. Aiuta molto. Sono stata fidanzata 9 anni prima di sposarmi e mai sono stata così serena. Succeda quello che succeda, urliamoci contro, non ho paura: c’è qualcosa che ci lega, c’è una porta che la sera si riapre, c’è un progetto, abbiamo promesso che risolveremo ogni conflitto e lo faremo.

– “You’re not perfect!”. Sì, lui lascia in giro le calze e io non butto via la pattumiera per giorni. Ogni tanto un esamino di coscienza è utile.

Prendere la porta è troppo facile. Quanti litigi finiscono con uno dei due che se ne va? Beh, ora non si può più. Si è diventati di botto adulti. Vai pure a farti un giro, ma tanto il problema resterà qui ad aspettarti. Parlare e capire le ragioni dell’altra persona è indispensabile.

L’amore ha bisogno di tempo, non si può posticipare o mettere in pausa.