La sessione esami per lo studente universitario è come una notte buia e tempestosa. Una selva oscura fatta di pagine di appunti e di parole astruse scritte sui libri che pare inghiottirti nella sua essenza, togliendoti ogni dignità in quanto essere sociale. Poiché, durante la sessione esami, l’unico evento collettivo a cui partecipi è il raduno su Skype con i tuoi compagni fidati di studio per comprendere quali sono le domande predilette del professore e degli assistenti (i famosi assistenti, che a confronto Dart Fener sembra Winnie the Pooh) e quanto tempo devi trascorrere inchiodato alla scrivania per raggiungere il risultato che ti sei prefissato all’inizio del corso (che tende sempre più a diminuire di livello col passare degli anni).

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La mattina la tua preoccupazione più grande è scegliere se rimanere tutto il dì in pigiama o se indossare almeno i cosiddetti “vestiti da casa” (che poi tanto diversi dal pigiama non sono). Il passatempo preferito diventa fissare il muro bianco difronte a te, mentre aspetti l’arrivo di un’illuminazione divina che porti tutto lo scibile umano all’interno del tuo cervello. Ti abbuffi delle peggior schifezze culinarie esistenti sul mercato, per poi sentirti in colpa e passare intere giornate a bere litri di tisana al finocchio, cercando su YouTube i tutorial per fare la famosa ginnastica da scrivania. Sfogli le pagine dei social con la stessa enfasi con cui consulti il catalogo della biblioteca universitaria, per poi insultare mentalmente coloro che sono già in vacanza perché hanno dato tutti gli esami prima di te (che poi questo “prima” non si capisce bene quando sia).
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E, come se non bastasse, arriva pure il giorno dell’esame. Così inizi a vivere momenti d’euforia alternati a momenti di panico totale e disperazione, tanto che i tuoi genitori sono quasi tentati di chiamare un’esorcista. Perché coloro che affrontano gli esami con nonchalance, soprattutto se orali, sono ben pochi e, dopo accurate analisi sociologiche, sono arrivata a quest’importante conclusione: o non hanno studiato proprio nulla e sono lì solo per far felice la cara nonna o sono la reincarnazione di Leonardo da Vinci.

Tuttavia ho deciso di condividere alcuni consigli pratici anti-ansia per poter fare una figura dignitosa davanti al docente, a prescindere da quella che sarà la votazione finale.

Anzitutto abbiate un aspetto curato, ovvero scegliete vestiti semplici ma un minimo eleganti. Niente minigonne inguinali o scollature vertiginose, affinché l’attenzione dell’interlocutore sia ben concentrata sul vostro intelletto (a meno che non vogliate che Simone de Beauvoir si rivolti nella tomba), e i bermuda conservateli per le gite al mare. Il trucco deve sì coprire le occhiaie stile Dracula comparse a causa delle notti insonni precedenti, ma non deve in ogni caso farvi sembrare una ballerina di can-can del Moulin Rouge (chi vuole intendere, intenda). E, cari uomini, radetevi la barba, che tanto ormai essere hipster non è più tanto figo.

Arrivate puntuali, ancora meglio se in anticipo, all’appello stabilito. Alzarsi all’ultimo per poi rincorrere i tram stracolmi di gente innalzerà ancor più il vostro livello d’ansia: così giungerete in aula con un aspetto simile a quello di Edward mani di forbice, sotto lo sguardo inquisitore del docente, che molto probabilmente vi dirà “io mi ricorderò di lei all’orale” e sentirete riecheggiare nell’aria la quinta sinfonia di Beethoven.

Durante l’interrogazione dovete emanare sicurezza a ogni costo (anche se due minuti prima avete avuto un attacco di panico e il vostro vicino vi ha allungato un sacchetto di carta per respirarci dentro). Parlate piano, non gesticolate e non chiudetevi in borbottii o risate isteriche. Schiena dritta, sguardo fiducioso e niente giochetti anti stress con la penna. Quando vi è posta una domanda a cui non sapete dare immediatamente una risposta, mai e poi mai replicate “non lo so”. Sarebbe una tragedia, anche peggiore di quando vi svegliate il Sabato mattina e non c’è il latte in frigorifero. Piuttosto chiedete al professore di riformularla (per comprenderla meglio) o parlate di cose pertinenti per cercare di prendere tempo e riflettere un po’. Se anche così non vi viene in mente proprio nulla, pregate.

Ognuno ha i propri obiettivi e la propria media da conservare, ma sinceramente vi sconsiglio di rifiutare votazioni che non siano al di sotto del ventisei; perché ricordatevi che anche gli eroi epici furono puniti per aver peccato di hybris.
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