Allattare è un lavoro. Richiede energie, fisiche e psicologiche, costanza, sopportazione, dedizione, presenza. Chi sapeva tutte queste cose? Io no di certo. Sì, avevo sentito parlare di ragadi e dolore, ma mai mi sarei immaginata quanto potesse essere complesso nutrire un neonato.

La verità poi è che, per come oggi funziona l’ospedale, la mamma viene spesso abbandonata e mandata a casa nel momento peggiore, ovvero quando ha la montata lattea, due tette di marmo, un fagotto urlante affamato e mille dubbi. Tutto questo a me è successo e, puntuali, il quarto giorno, sono arrivate le ragadi. Tra pianti, dubbi e tanto male, sono stata fortunata perché ho avuto qualcuno che mi è stato vicino e mi ha aiutato a risolvere il problema e le difficoltà, evitandomi di andare troppo in panico al pensiero di non sapere come dare da mangiare al mio bambino. I consigli, in quel momento, mi sono stati molto utili e, purtroppo, non c’è corso preparto che tenga, ma solo tanta costanza e una forza e un impegno non indifferenti. Fortunatamente ne sono uscita e oggi, a due mesi dal parto, per me l’allattamento è diventato un momento naturale e dolcissimo. Ho così pensato che qualche consiglio, pratico soprattutto, potesse essere utile alle future mamme.

Attenzione! Non sono un medico, quindi tutto quello che scrivo è dovuto soltanto alla mia esperienza personale o alle informazioni che ho appreso dalle ostetriche.

Voglio dire una cosa però: se davvero allattare è importante, tieni duro, non sarà facile, sarà doloroso e spesso frustrante, ma poi, d’improvviso, la strada sarà in discesa e sarai fiera di te e di quello che stai riuscendo a fare. Io ancora oggi sono incredula quando peso Giacomo una volta al mese e penso che stia crescendo grazie a me, ho la sensazione di avere i superpoteri!

Ecco i miei consigli:

. Durante la gravidanza prepara il seno: continuavano a dirmelo e io me ne fregavo. Indurire i capezzoli è importante per evitare le ragadi, che sono la prima motivazione di abbandono dell’allattamento. Pensa che la mia bisnonna faceva applicare l’alcool alle sue figlie e non hanno mai avuto una ferita. C’è chi parla di limone, di olio di mandorle, in ogni caso approfitta degli ultimi mesi di attesa;

. Sfrutta i giorni in ospedale per farti aiutare dalle ostetriche e dalle infermiere del nido: fai mille domande, non aver paura di esagerare, ogni informazione sarà utile quando tornerai a casa. Lo stesso vale per amiche che ci sono già passate;

. Nei primi giorni dimentica le cose pratiche (pulizie, casa, cucina ecc) e dedicati solo al bambino, conoscervi a fondo e praticare l’allattamento sarà utile per facilitare le cose;

. Tieni in casa un tiralatte: è un aggeggio piuttosto doloroso i primi tempi, ma diventerà il tuo migliore amico. Se il latte all’inizio è poco e il bimbo è piccolo e fa fatica con la suzione, il tiralatte farà le sue veci e stimolerà la produzione di latte. Ricorda bene: meno lo attacchi e più rischi di perdere il latte. Nei momenti di dolore, quando ci sono tagli e sangue, l’allattamento è l’ultimo momento che vorresti arrivasse nella giornata. Ma la richiesta dei bambini all’inizio è spesso di 9 poppate tra giorno e notte. Purtroppo non potrai farne a meno se vuoi tenere duro e non ricorrere all’artificiale.

. Fai impacchi di acqua calda: i primi tempi gli ingorghi sono dietro l’angolo, il bimbo si attacca poco e male, la produzione può essere sbilanciata rispetto alla richiesta. Sotto la doccia, con il getto di acqua calda, svuota il seno a mano. E prima della poppata, per evitare di sentire troppo dolore, applica sul seno un asciugamano caldo così da sciogliere eventuali nodini;

. L’artificiale non è il diavolo! Se dovessi ricorrere a un’aggiunta non morirà nessuno, non farne un problema o una colpa, ma allo stesso tempo ricorda sempre che più artificiale dai, meno attacchi il bimbo, meno latte produci!

. Santo argento! Non ne avevo idea, ma l’argento è un fortissimo cicatrizzante. I paracapezzoli in argento sono una manna: antiragadi, igienici, risolvono i tagli in una notte. Per me sono stati indispensabili.

. Seleziona le fonti delle tue informazioni: la fonte oggi più importante e attendibile sull’allattamento al seno è data dall’Unicef e dall’OMS. Sono vari i consultori che hanno un programma gratuito dedicato alle mamme su questo tema: noi ad esempio lo frequentiamo una volta al mese e la visita è molto più puntuale di quella fatta dal pediatra. Inoltre, è un’occasione per incontrare altre mamme e aiutarsi a vicenda.

. Segui delle regole: allattamento a richiesta e svuotare un seno a poppata, perché la composizione del primo latte è più leggera e disseta soltanto, mentre la parte ricca e proteica arriva dopo un po’. Dimentica le vecchie regole “10 minuti per seno” perché i nuovi studi dimostrano tutto il contrario (non essendo io un medico su queste informazioni consiglio di parlare con un’ostetrica!).

. Fai quello che ti senti: io sono una sostenitrice dell’allattamento al seno, ma ogni mamma deve fare ciò che più le sembra giusto per sé e per il suo piccolo!

Vi lascio un video che trovo stupendo su quanto sia incredibile l’istinto dei bimbi che già appena nati sono in grado di trovare il seno della mamma.