L’altro giorno si parlava di cinema, Sorrentino, i Golden Globes, Servillo. Un amico estrae il telefono e mi dice: “Hai mai visto “Le conseguenze dell’amore“? Aspetta ti faccio vedere la scena finale”.

Eh no, scusa. Non puoi consigliarmi un film da vedere e mettermi davanti al naso il finale. Questa cosa nei Social verrebbe catalogata immediatamente come #Epicfail!

servillo

Però questa segnalazione cinematografica mi ha fatto riflettere su una cosa: la prima vera conseguenza dell’amore è la nascita della festività di San Valentino.

Una ricorrenza figlia di abili mosse di marketing, nata solo ed esclusivamente per vendere cioccolatini, rose ibernate cinque mesi prima e inutili ciondolini d’ammmoooore che di solito portano una sfiga pazzesca e ti lasci un nanosecondo dopo.

Ve lo dice uno che di San Valentino ne ha festeggiato uno solo e se lo ricorda perché, in quell’occasione, gli hanno aperto la macchina e rubato la radio.

nerd

“Quindi costui non ha mai avuto una donna”, obietteranno gli ignoranti (nel senso che ignorano). No, ignoranti (nel senso di ignoranti!), semplicemente mi è capitato di innamorarmi in modo tattico e per nulla programmato il 6 febbraio di qualche anno fa e quindi ho sempre festeggiato la mia personale festa degli innamorati otto giorni prima del dovuto. Un po’ come comprare un maglione una settimana prima dell’inizio dei saldi. Nel mio caso però, risulta tutto più conveniente.

E ve lo riassumo in cinque punti:

cenalumecandela

1) I ristoranti: quelli dove potete prenotare un tranquillo tavolino al lume di candela il 6 febbraio sono sempre liberi e offrono quella privacy e quel silenzio che l’occasione richiede. Provate voi a sussurrare “ti amo” in un ristorante che pone i tavolini a venti centimetri l’uno dall’altro ed il cui cameriere pressa le ordinazioni ogni cinque minuti per consentire un secondo turno.

2) Il traffico: normale conseguenza della ricorrenza che sulla linea del tempo si antepone al ristorante, è spropositato. La sera di San Valentino è impossibile arrivare in orario a casa della fidanzata, è impossibile arrivare in orario al ristorante, è impossibile parcheggiare senza avere l’ansia della rimozione forzata, è impossibile imboscarsi da qualche parte (per i più giovani o per le coppie clandestine) per “congested parking”.

3) Il regalo: che siano fiori, cioccolatini, monili, biancheria intima e via dicendo, a San Valentino il rapporto prezzo/qualità sarà sempre a vostro sfavore. Le rose, per esempio, vengono tenute in frigo per giorni prima di essere amabilmente distribuite da qualche sorridente omino-dei-fiori-cinque-euro. Inoltre il via vai dei fiorai ai tavoli dei ristoranti diventa insopportabile e rovina la serata.

venditore rose

4) La data: se capita che, proprio quella sera, sorge un imprevisto di tipo lavorativo (la riunione va per le lunghe), familiare (un parente ha bisogno di assistenza), sanitario (ho un raffreddore che non mi reggo in piedi), qualsiasi motivo viene visto come un tentativo di svicolare, una scusa per non festeggiare, “allora non mi ama più, c’è un altro/a nella sua vita, non mi considera abbastanza importante”, e molte storie finiscono.

5) L’obbligo: sei obbligato a festeggiare il 14 febbraio, sei obbligato a uscire fuori a cena, sei obbligato a fare un regalo, sei obbligato a divertirti, sei obbligato a concludere la serata con una bella ciulatina… e checca**o! Ma è vita questa? Bisogna per forza fare tutto come se fosse l’ultimo dell’anno?

love

Quindi fate come me. Invitate la vostra dolce metà senza preavviso, regalatele dei fiori senza preavviso, compratele dei cioccolatini senza preavviso, fatevi una bella ciulatina senza preavviso e vedrete che tutto risulterà meno stressante e più genuino.

Adesso vado a vedere “Le conseguenze dell’amore”. Dall’inizio.