Fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo“: quante volte abbiamo sentito questa frase, detta dai nostri, quasi a giustificazione di alcuni comportamenti che noi ritenevamo assurdi e sbagliati nei nostri confronti. Poi la ruota gira e ti ritrovi a portare a casa un frugoletto morbidoso e paccione che nei primi giorni all’ospedale è stato così buono e silenzioso che ti ha fatto pensare che la strada sarebbe stata in discesa, non come dicevano “loro”.

Tutto cambia nel giro di poche ore, quando ti ritrovi sola e piena di ormoni, col cucciolo in braccio (o attaccato, incessantemente, alla tetta), una casa che prima era il tuo rifugio e ora quasi ti sembra irriconoscibile con le sue cose color pastello sparse ovunque, e mille domande.

Urla come un matto, che faccio gli metto il ciuccio? Eh no, al corso preparto dicono di no perché poi si abitua e non riesci più ad allattarlo. Beh, allora lo prendo in braccio! Eh, no (senti nelle orecchie la voce di mamme e suocere), mica che poi lo vizi (come si fa a viziare un cosino così piccolo proprio non lo riesci a capire). Per addormentarlo gli canto una ninna nanna, così si calma. No, lascialo nella sua culla che deve imparare da solo! Ho le ragadi, gli do il latte nel biberon che sento male solo al pensiero di avvicinarlo. No, il biberon è il diavolo, che sei pazza?

Insomma, i primi giorni sono un vero incubo. Ognuno ti dice che fare, tutti credono di aiutarti, mentre ogni opinione ti confonde e tu, davvero, vorresti anche ascoltarle e valutarle, ma sei così annebbiata che non riesci a farlo. Vorresti lanciare ogni libro che hai letto in gravidanza dalla finestra. Ti sei informata su tutto, ma la pratica è decisamente un’altra cosa.

Poi passano le giornate, voi due vi conoscete e impari che il microcosmo della tua vita è composto solo da 3 persone: mamma, papà e il nuovo arrivato. Ogni scelta è soltanto di quei due lì, che hanno appena fatto una cosa più grande di loro e sì, anche nelle difficoltà, sono così felici e pieni d’amore che non sanno nemmeno esprimere a parole cosa provano. Impari che il ciuccio è una salvezza e che tuo figlio è molto più intelligente di quanto credano al corso preparto e sa distinguere molto bene le tette dal ciuccio e non ha nessuna intenzione di confonderli. Impari che dormire appiccicati è la cosa più bella del mondo e che forse fa più piacere a te che a lui. Impari milioni di ninne nanne e spesso quando il papà le canta gli occhi si chiudono prima a te che al piccolo. Impari cosa vuol dire ricevere sorrisi appena ti svegli e avere qualcuno che dipende da te al 100%. Impari che i tuoi genitori avevano proprio ragione e che forse devi trattarli meglio per tutto quello che hanno fatto e che tu stai rifacendo, con mille dubbi, ma con un amore mai provato prima.